Questo articolo è stato letto 0 volte

Sì al rigassificatore dell’Enel

ROMA – Il grande rigassificatore dell’Enel di porto Empedocle, 8 miliardi di metri cubi di gas finora ostacolati dalla consueta marea di polemiche e opposizioni, si farà. Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tar del Lazio che nel dicembre scorso aveva preso per buono il ricorso del comune di Agrigento, che insieme alle associazioni ambientaliste aveva sbarrato la strada a rigassificatore accampando il diritto di partecipare direttamente al tavolo di confronto perché i tubi destinati ad immettere il metano nella rete nazionale lambiscono il suo territorio. Niente da fare. Obiezioni respinte, ha deciso il Consiglio di Stato accettando il controricorso presentato dall’Enel e dal comune più direttamente interessato, quello di Porto Empedocle, con il convinto sostegno formale della Confindustria ma anche di tutte le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori. L’Enel promette ora di accelerare. Già a settembre, fanno sapere i responsabili della società, inizieranno i lavori preliminari. Con grande attenzione – garantiscono all’Enel lanciando un messaggio di distensione agli ambientalisti – per gli adempimenti obbligatori e volontari legati alla tutela del territorio e della sicurezza: acqua, aria, suolo, patrimonio archeologico. Coro di apprezzamenti per la sentenza le cui motivazioni saranno note entro 30 giorni. Quelli dell’Enel, naturalmente. Ma anche quelli del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, del presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, dei leader sindacali. Tutti a sottolineature la valenza strategica dell’opera non solo per sanare i claudicanti equilibri energetici della regione, ma anche per l’effetto volano che il rigassificatore avrà per l’economia del territorio. Di più: «L’impianto ha una valenza strategica per l’intero sistema energetico nazionale. Ora servirebbero almeno altri due rigassificatori» rimarca il sottosegretario Saglia puntando ancora una volta l’indice sulle carenze ma anche sulle nuove opportunità di sviluppo delle nostre infrastrutture (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Intanto «il Consiglio di Stato ha definitivamente fatto chiarezza sulla correttezza della procedura seguita per autorizzare la costruzione del rigassificatore» sottolinea il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello. «Si tratta di un’opera rilevante – aggiunge Lo Bello – anche per le ricadute che avrà sullo sviluppo del territorio». Certo, «resta il rammarico per gli ostacoli frapposti con la capziosa opposizione del sindaco di Agrigento. Mi auguro che ora questa decisione faccia riflettere i tanti amministratori locali che quotidianamente si confrontano con decisioni da cui dipendono sviluppo e prosperità» conclude Lo Bello. L’impianto di Porto Empedocle è comunque «fondamentale – afferma l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti – per la diversificazione degli approvvigionamenti del paese, oltre che strategico per l’integrazione verticale dell’Enel nella filiera del gas». Il rigassificatore dell’Enel prevede un investimento complessivo di 800 milioni di euro, che nella fase di costruzione (tra i 4 e i 5 anni, a meno di ulteriori intoppi) darà lavoro a poco meno di mille persone, mentre gli occupati permanenti dovrebbero essere circa 120, che diventeranno almeno il doppio considerando l’indotto, e un multiplo considerando l’effetto “volano” per il tessuto economico della zona, che l’Enel si è impegnato a corroborare, amplificando le ricadute economiche direttamente generate dal rigassificatore. Una quota non irrilevante degli investimenti andrà direttamente a beneficio del territorio: 30 milioni all’anno andranno alla Regione Sicilia sotto forma di gettito Iva sul fatturato dell’impianto. Ma intanto verranno messe in moto opere “compensative” per circa 50 milioni, dedicate allo sviluppo della zona. Tra esse la realizzazione di una banchina a porto Empedocle per l’attracco delle navi da crociera, la riqualificazione del sistema di illuminazione della Valle dei Templi, la conversione a gas della vecchia centrale termoelettrica della zona.

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>