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Rossi: 007 regionali contro i maxi evasori

«Diamo alle Regioni la competenza per la lotta all´evasione». Rossi lancia l´allarme: «Il governo ci taglia 320-350 milioni, riusciamo a trovarne solo 100». «Non ce la facciamo», ripete Rossi. Risparmi e riduzioni di spesa non coprono neppure un terzo dei tagli imposti alla Toscana dalla manovra finanziaria del governo. Che ne sarà ora del trasporto pubblico o della spesa sociale? «Le Regioni escono sconfitte dal confronto sulla manovra». E per la Toscana resta un buco di quasi 150 milioni: «E se non si vuole che a farne le spese siano i soliti non resta che attribuire la lotta all´evasione alle Regioni, questa è la richiesta che facciamo al governo». Occorre una legge del Parlamento, per trasformare le Regioni in «007» fiscali. Forse si potrebbe utilizzare il pacchetto del federalismo. In ogni caso Rossi chiede di discuterne col governo: «Questo vuoto o lo colmano Comuni e Provincie che hanno firmato l´accordo col governo o si dà alle Regioni una base imponibile», insiste Rossi mostrando di non aver ancora digerito il sì degli enti locali al governo. L´evasione resta alta anche in Toscana: 9-10 miliardi forse. Mentre le tasse regionali gravano su ogni toscano per 16 euro: «Contro i 27 dell´Umbria, i 67 dell´E-milia e i 90 della Lombardia», elenca Rossi. Niente aumenti di tasse: si possono fare solo se la sanità è in deficit. E in Toscana, ricorda Rossi, i conti sono a posto. Aumentare forse le tariffe del trasporto? «Giusto adeguarle all´inflazione, se sono troppo alte però rendono il trasporto pubblico poco accessibile». Per evitare i tagli non c´è che trattare col governo dunque: «Ma anche noi faremo la nostra parte, entro la pausa estiva presenterò un piano di contenimento delle spese». Cioè il piano anticipato alla maggioranza che, oltre alla chiusura delle sedi estere, prevede la riduzione del sistema delle fondazioni, delle agenzie e delle Case spa. Da un lato i conti, dall´altro la Tav. Oggi Rossi ospita l´incontro con l´ad delle Ferrovie Moretti e con il sindaco Renzi. Ma ha già qualche punto fermo: l´Alta velocità privata di Montezemolo e Della Valle correrà in superficie solo in via temporanea. Quando ci sarà il tunnel andrà sotto terra come Ferrovie: «Il tunnel deve servire proprio a questo, a liberare i binari di superficie». Perché il tunnel va comunque fatto: «Difficile mettere in discussione tutto, a meno di pagare le penali. Sono quindici anni che se ne parla. Io c´ero, mi occupavo di Careggi, ma gli altri dov´erano?», manda a dire il governatore a chi oggi solleva opposizione. Eppoi il tratto Bologna-Firenze «dal punto di vista ingegneristico è un esempio». Tanto che Rossi ribadisce: «La decisione è ormai presa, occorre fare presto e bene tutelando cittadini e ambiente, ma fermarsi ora sarebbe un errore». L´esatto opposto del sindaco Renzi, che oggi proverà a sbarrare la strada a Moretti. Chiederà per prima cosa le assunzioni e le attrezzature promesse all´Osmannoro. E subito dopo punterà il dito sul progetto: la stazione Foster non ha Valutazione ambientale, l´Osservatorio si è espresso solo sulla parte ambientale del progetto, delle due «talpe» previste adesso ce n´è una sola, solo la metà del materiale di scavo è autorizzato a Santa Barbara. Senza contare che le opere di adeguamento per il Mugnone non possono essere considerate un «regalo» alla città ma opere necessarie per il tunnel. Che farà Moretti, alzerà le spalle o accetterà di trattare con un sindaco che minaccia ordinanze di blocco dei lavori alla minima infrazione? Il presidente Rossi si occupa nel frattempo di Cie, i Centri di identificazione per i clandestini. Di fronte alla lettera del ministro Maroni che propone di realizzarne uno a Campi, il governatore non dice no: «Non ci piacciono i Cie, però esistono e confermiamo una leale collaborazione a patto che sia piccolo, dotato di assistenza sanitaria, gestito dal volontariato e con tempi di permanenza inferiori ai sei mesi».

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