Questo articolo è stato letto 4 volte

Riforma p.a. tra articolo 18, tabelle di equiparazione, rinvii: cosa cambierà per i dipendenti pubblici

@MariannaMadia la definisce “la più grande operazione di mobilità di dipendenti pubblici nella storia repubblicana“, che partirà entro fine marzo all’interno della nuova Riforma p.a. Resta da capire se ‘gliela lasceranno fare’, visto che su articolo 18 del pubblico impiego e contratti i sindacati sono già ampiamente sul piede di guerra.
Quel che è certo è che Madia e Renzi vogliono riformare il pubblico impiego, partendo proprio da una nuova definizione dell’articolo 18, proprio come è stato nel lavoro privato. Madia, intervistata da “Il Foglio“, ha svelato come intende procedere a margine del rinvio, in Commissione Affari costituzionali del Senato, del voto sul disegno di legge delega di Riforma PA.

Articolo 18 dei dipendenti pubblici
Già oggi per i licenziamenti equiparabili a quelli ‘economici’, esiste la messa in disponibilità per due anni, con l’80% dello stipendio, prima del licenziamento – spiega Madia nell’intervista – Con la delega semplificheremo poi i provvedimenti disciplinari per poterli utilizzare concretamente. Oggi lungaggini burocratiche e di altro tipo rendono troppo complicato il meccanismo. A fianco di tale semplificazione, ritengo comunque che il reintegro sul posto di lavoro, per un dipendente pubblico licenziato per motivi disciplinari, debba essere sempre possibile” perché “ci deve essere la possibilità di porre rimedio a scelte sbagliate, nell’interesse della collettività“.

Ricollocazione esuberi province
Poi si è passati a un’altra questione spinosa, quella dei 39 mila esuberi che interessano le province. Dove finiranno questi dipendenti pubblici? “Le province dovranno comunicarci gli esuberi che dipendono dal superamento delle province stesse. Sui 39 mila dipendenti provinciali complessivi, sono circa 19 mila quelli necessari alle funzioni che restano di competenza delle province dopo la legge Delrio – ha spiegato Madia –. Ci siamo impegnati a ricollocare, in prospettiva, tutti gli altri,fino a 20 mila persone, anche se alcuni di loro per esempio andranno semplicemente in pensione“.
Il Governo infine ha garantito che questi 20 mila dipendenti pubblici non saranno licenziati, madovranno accettare di essere spostati ad altre amministrazioni.

Tabelle di equiparazione delle retribuzioni
Il problema è semplice ma allo stesso momento complesso: i dipendenti pubblici ricollocati, cambiando amministrazione e funzione, cambieranno anche stipendio? Gli inquadramenti e le retribuzioni non sono sempre coincidenti. E i sindacati sbottano.
Ci stiamo lavorando con il ministero dell’Economia. Appena avremo pronte le tabelle, sarò io stessa a sentire i sindacati. Ma l’intesa la troviamo noi politici, con l’aiuto dei nostri tecnici. Su questo non torna la vecchia concertazione”, dice Madia, che aggiunge: “Chi lavora nella p.a. è il motore di questa riforma. Che però riteniamo necessaria per rendere la vita più semplice a 60 milioni di italiani. Non a caso uno degli aspetti più discussi riguarda il futuro dei ruoli dirigenziali”.
Altri due paletti importanti della riforma p.a. sono la valutazione più precisa dei manager pubblici e l’eliminazione di ogni automatismo negli avanzamenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *