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Riforma p.a., oggi il sì del Senato

La sensazione è che l’esame in Senato finirà oggi. Alcuni paletti continuano, incessanti, ad essere piantati e a meno di sorprese dell’ultima ora la riforma p.a. o delega Madia riceverà questa mattina il sì finale di Palazzo Madama e passerà poi all’esame della Camera per il secondo via libera.

Incarichi: quattro anni più due di proroga invece del 3+3
L’ultimo tema chiave affrontato è stato quello sugli incarichi dei dirigenti pubblici: nell’impianto messo a punto dal Governo in origine, infatti, si stabiliva il principio dell’incarico a tempo, con l’idea di evitare l’inamovibilità di fatto di alcuni super-burocrati.
Il meccanismo messo a punto prevedeva un mandato di tre anni, rinnovabile per altri tre: al termine, il dirigente avrebbe dovuto sottoporsi ad una prova selettiva (una specie di esame) per ottenere un nuovo incarico.
Un emendamento a firma di Linda Lanzillotta (Pd) e ieri approvato fissa invece a quattro anni la durata massima dell’incarico, con potenziale proroga per altri due per un totale massimo di sei anni, che quindi è il vincolo prima di sostenere un nuovo “esame” per il dirigente.
Resta comunque la licenziabilità dei dirigenti, novità primigenia della Riforma PA: senza incarico, dopo un periodo di collocamento in disponibilità, i dirigenti della p.a. decadranno dal nuovo ruolo unico della dirigenza, come prevede l’articolo 9 votato ieri, diventando di fatto licenziabili.

Part time nella p.a. e ricambio generazionale
Gli enti pubblici potranno promuovere il ricambio di personale proponendo al dipendente prossimo alla pensione (a cui spetterà sempre l’ultima parola) di lavorare part time con stipendio ridotto in modo da favorire nuove assunzioni.
Saranno comunque i pensionandi che hanno optato, volontariamente, per il part time e il taglio di stipendio, a dover continuare a versare per l’intero i contributi previdenziali se vorranno evitare ripercussioni negative sulla pensione. Nessuna spesa aggiuntiva quindi per lo Stato.

Polizia Provinciale, Corpo Forestale, Camere di Commercio: sforbiciata comune?
Nell’ambito della razionalizzazione delle Forze dell’Ordine, l’ultima idea è che la Polizia Provinciale confluisca nel Corpo forestale, a sua volta assorbito dalla Polizia di Stato, per continuare a occuparsi di temi ambientali.
Netta sforbiciata anche per le Camere di commercio, che dovranno scendere da 105 a non più di 60 con un minimo di 80 mila imprese iscritte ma potranno sopravvivere nelle aree montane.Riordino o soppressione anche per gli enti inutili o in deficit.

Riforma PA: cosa c’è in ballo

  • carta della cittadinanza digitale con definizione da parte del Governo (e quindi di un dirigente governativo) di un livello minimo di qualità dei servizi online delle pubbliche amministrazioni;
  • ampliamento del ricorso alla regola del “silenzio-assenso” tra le amministrazioni;
  • taglio netto delle prefetture;
  • razionalizzazione delle società partecipate (quelle in rosso potranno essere commissariate) e il dimezzamento delle camere di commercio.
  • riordino dirigenza: licenziabilità, incarichi a tempo, ruolo unico, ruolo unico e abolizione delle fasce, tetto agli stipendi, stop agli automatismi nelle carriere e responsabilità in via esclusiva per l’attività gestionale, abolizione dei segretari comunali nel giro di 5 anni

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