Questo articolo è stato letto 1 volte

Riforma p.a., Madia: dirigenti licenziabili se inadeguati

La Riforma p.a. è a un passo dal suo (primo) compimento: in Commissione Senato si continua a discutere sui temi principali che sono le pensioni, il licenziamento dei dirigenti, la nuova figura deisegretari comunali, l’applicazione o meno del Jobs Act.

I dirigenti pubblici potranno essere licenziati: parola di Madia

In primis @mariannamadia, in un’intervista a ‘Repubblica’, ha precisato che ”un dirigente statale inadeguato potrà essere licenziato“. Inoltre, il Jobs Act e quindi la riforma dell’articolo 18 non sarà applicato alla pubblica amministrazione.

Prevediamo l’istituzione – continua Madia – di una commissione super partes composta da tecnici che deciderà quali sono i dirigenti adatti per un determinato incarico. Questo sarà affidato per tre anni e sarà rinnovabile una sola volta“. Quindi il dirigente pubblico che non sarà confermato “decadrà e tornerà nel ruolo unico in attesa di un nuovo incarico.

Non solo. “Se dopo un congruo periodo un dirigente continuerà ad essere senza incarico perderà l’abilitazione fino a perdere il lavoro“. Quanto all’estensione agli statali del Jobs Act – Riforma Articolo 18, Madia dice che “nel pubblico impiego resterà il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato“.

Pensioni, apprendistato e segretari comunali

Spicca in particolar modo  la proposta dei senatori del gruppo per le autonomie (Hans Berger il capofila) che consente alle amministrazioni di ridurre (sempre con il consenso del lavoratore) l’orario di lavoro e la retribuzione del dipendente prossimo alla pensione. Inoltre, l’emendamento prevede che la pubblica amministrazione per assumere personale più giovane, possa fare ricorso al contratto di apprendistato.

Un altro emendamento alla Riforma p.a. promuove invece l’utilizzo del contratto di apprendistato nel settore pubblico attribuendo agli enti la facoltà di fare assunzioni con questa tipologia contrattuale,entro il limite del 40% delle loro assunzioni a tempo indeterminato.

Altre richieste di modifica alla Riforma p.a. infine intendono consentire ai segretari comunali, figura che secondo le intenzioni del ddl Madia sarà abolita, di accedere alla pensione in deroga alla normativa Fornero a condizione di aver raggiunto un diritto entro il 31 dicembre 2015.

Mobilità dipendenti pubblici

È sempre Madia a confermare che la Riforma p.a. si fonda sulle famigerate tabelle di equiparazione per ricollocare gli esuberati delle Province. ”Entro la fine di questo mese termineremo la definizione delle tabelle di equiparazione: da quel momento in poi sarà possibile la mobilita‘”. I contratti di collaborazione saranno aboliti ma i tempi di dilatano. “Un percorso sano di assunzioni partirà dopo i prossimi due anni dedicati alla riallocazione dei dipendenti delle Province”.

Riforma della p.a.: riassumendo

In pillole, nel ddl delega Madia al vaglio della Commissione Affari Costituzionali ci sono le seguenti novità:

  • stretta sulle partecipate in rosso;
  • sanatoria “salva-sindaci” ;
  • nuovo meccanismo semplificato di valutazione dei dipendenti pubblici con ricaduta sui tempi relativi all’esercizio dell’azione disciplinare;
  • riforma articolo 18 per i dipendenti pubblici;
  • ricollocazione dei lavoratori pubblici esuberati dalle Province;
  • concorsi pubblici: nuove modalità di accesso.
  • rivisitazione del ruolo dei segretari comunali

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *