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Riforma della p.a.: più turnover, no agli esoneri

Tramonta l’esonero dal servizio dei dipendenti pubblici in vista della pensione. Mentre è confermata la mobilità, anche obbligatoria, da un ufficio a un altro. Ribadita pure la semplificazione del turnover, che dovrà rispettare il vincolo di bilancio ma non necessariamente quello del numero dei dipendenti, con la possibilità così di assumere più giovani rispetto agli anziani che vanno a riposo.

A pochi giorni dal varo, la riforma della pubblica amministrazione assume contorni più precisi: ieri il Ministro Marianna Madia ha convocato i sindacati per giovedì, alla vigilia del C.d.M. del 13 giugno, inviando alle organizzazioni un documento che aggiorna i contenuti del provvedimento in cantiere anche a seguito della consultazione pubblica avviata nell’ultimo mese.

Accolta la richiesta sindacale di aggiungere ai 44 punti già indicati anche il 45° sul rinnovo del contratto, fermo dal 2009: “Il tema merita di essere affrontato a partire dal prossimo anno”, scrive il Ministro riconoscendo che il blocco della concertazione “ha prodotto un danno ingiusto ai lavoratori pubblici” ma ricordando anche come “il recente intervento degli 80 euro sia stato di notevole utilità”.

Il provvedimento atteso per venerdì si articola su tre temi: adeguamento delle norme che riguardano il personale, taglio degli sprechi e semplificazione.
Sul primo fronte il governo conferma che sarà abrogato il trattenimento in servizio oltre l’età della pensione, misura che consentirà l’ingresso nella p.a. di oltre 10mila giovani, mentre non sarà reintrodotto l’esonero dal servizio, come si era ipotizzato: si trattava di una sorta di scivolo verso la pensione a stipendio ridotto ma si è deciso di non farne nulla, “recependo le perplessità emerse nella consultazione pubblica”.
Il ricambio generazionale sarà perseguito con più flessibilità nel turnover, ad esempio “eliminando il vincolo del computo delle teste, fermo restando il rispetto dell’equilibrio finanziario”. Dal momento che i lavoratori in uscita costano più dei giovani in entrata potranno aprisi spazi per maggiori assunzioni.
La mobilità dei dipendenti tra gli enti sarà anche obbligatoria, cioè senza l’assenso dell’interessato: il trasferimento avverrà però all’interno di limiti territoriali precisi e mantenendo lo stesso trattamento economico.
Confermato il nuovo assetto della dirigenza: ruolo unico, incarichi a termine, possibilità di licenziare chi resta senza collocazione e abolizione della figura del segretario comunale.
Torna in forse la soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, mentre il documento conferma l’accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile e il taglio delle prefetture a 40.

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