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Prostitute, il giro di vite è legge

Contrattare prezzo e prestazioni con una prostituta è reato. L’ordinanza contro la prostituzione è legge. Il sindaco ha firmato l’ordinanza numero 311. Anche il «saluto allusivo» di una lucciola è vietato. E «l’abbigliamento indecoroso che mostra nudità». Dopo l’annuncio un paio di mesi fa e i successivi rimaneggiamenti, l’ordinanza diventerà operativa tra quindici giorni. Tre articoli, uno rivolto alle lucciole, due ai clienti. Alle prostitute sono vietati «atteggiamenti di richiamo», come il «saluto allusivo». Ai clienti è proibito «chiedere informazioni finalizzate ad acquisire prestazioni sessuali». Come pure è vietato a quelli che si avvicinano alle prostitute in auto, «eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale». «Il 100% dei proventi dalle multe (150 euro per le prostitute, 200 per il cliente) – spiega l’assessore alla sicurezza Francesco Scidone – finanzierà un progetto del Comune contro la tratta e lo sfruttamento delle prostitute». «Non è stata una decisione facile – confida il sindaco Marta Vincenzi a Vivere Genova, sito del Comune – e non pretendiamo di riuscire a far sparire il fenomeno della prostituzione in generale. Ma visto l’andazzo degli ultimi mesi e il peggioramento repentino della situazione, qualcosa si doveva fare». A Cornigliano, Dinegro, Sampierdarena, il fenomeno della prostituzione per strada ha assunto proporzioni tali – spiega Tursi nell’ordinanza – da compromettere la vivibilità”. E allora il Comune corre ai ripari. Come hanno già fatto molti sindaci, da Roma a Milano, ma anche Albenga, Sarzana e Chiavari. «L’ordinanza – spiega ancora Marta Vincenzi – non ha contenuti moralistici e vuole mettere a disposizione della polizia urbana uno strumento più efficace che permetta ai vigili di non girarsi dall’altra parte e di intervenire».

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