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Prepensionamenti pubblici, frenata del Tesoro

Un piano di prepensionamenti da parte del governo avrebbe un costo. A spiegarlo ieri in Commissione di vigilanza sulla previdenza, è stato Francesco Massicci, ispettore generale della spesa sociale della Ragioneria. Se si manda via una figura «diventata obsoleta, che non si deve rimpiazzare», il costo «è neutrale», ha spiegato Massicci. «Ma la condizione viene meno», ha aggiunto, «se invece viene mandata via una figura che deve essere sostituita», perché «se prevedo un ricambio ho da pagare una pensione in più e uno stipendio. E poi ci sono gli effetti sull’anticipo dell’età pensionabile e quello della buonuscita, c’è un impatto». Le osservazioni della Ragioneria sono arrivate proprio mentre il ministro della funzione pubblica Marianna Madia, stava illustrando alla Camera le linee programmatiche del suo dicastero ribadendo che il progetto di rinnovamento della pubblica amministrazione con lo sblocco del turn over e l’utilizzo dei prepensionamenti. In pratica quella «staffetta generazionale» di cui si è parlato nei giorni scorsi.

IL TAVOLO TECNICO
Le parole di Massicci non hanno impensierito più di tanto il ministro. Parlando con i giornalisti a margine della sua audizione, Madia ha chiarito che per risolvere i problemi tecnici è stato istituito un tavolo tecnico tra il ministero della funzione pubblica, quello del lavoro, l’Inps e la stessa Ragioneria dello Stato. L’ipotesi alla quale si sta lavorando, ha precisato, non è quella di uno scambio «uno a uno», ossia un prepensionato per un nuovo assunto che, come in effetti sostiene Massicci, comporterebbe dei costi per le casse dello Stato. Il rapporto sarà diverso, ossia ogni «tot» prepensionati ci sarà solo un nuovo assunto. Nei giorni scorsi era stato ipotizzato che questo rapporto fosse di uno a tre, ossia tre prepensionamenti per una nuova assunzione. Ma ieri il ministro ha chiarito che si tratta solo di un esempio. Anche perché più sono i prepensionati e meno i nuovi assunti, maggiore sarà il risparmio per le casse dello Stato. Più probabile, insomma, che il rapporto finale tenda verso un nuovo assunto ogni cinque prepensionati. Questo significa che se gli esuberi fossero confermati negli 85 mila indicati dal commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, nel suo rapporto, i nuovi assunti nella pubblica amministrazione sarebbero un po’ meno di 20 mila. Madia ha anche chiesto che i rispami aggiuntivi della spending review, ove ce ne fossero, vengano destinati allo sblocco del turn over del pubblico impiego.

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