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Piscine mondiali, stop della Corte dei Conti “Danno erariale la sanatoria con lo sconto”

Non c’è pace per le piscine mondiali, ovvero gli impianti costruiti per i campionati di nuoto “Roma 09″ mediante un ardito meccanismo di ordinanze della presidenza del consiglio ed atti commissariali in deroga alla normativa sugli appalti e ai vincoli imposti dal piano regolatore. Dopo l’accusa per abuso edilizio contestata dalla magistratura ordinaria a una trentina fra funzionari pubblici e presidenti di circoli sportivi, stavolta i giudici contabili puntano dritto alla giunta Alemanno formulando un’ipotesi pesantissima: danno erariale. Non bastava dunque la richiesta di spiegazioni inoltrata il mese scorso dalla Procura di Roma per sapere quali provvedimenti il sindaco intendesse adottare per sanare le numerose irregolarità emerse nel corso dell’inchiesta sulle piscine. Nei giorni scorsi a scrivere al primo cittadino è stata la Procura regionale della Corte dei Conti – già titolare dell’indagine sui rialzi record subiti dagli appalti, in qualche caso addirittura triplicati rispetto all’importo iniziale – e ora determinata ad accendere un faro sulla delibera con la quale a fine giugno l’esecutivo capitolino ha deciso di esentare cinque impianti dal pagamento degli oneri concessori, ossia il contributo chiesto dall’amministrazione a chi-unque intraprenda un’at-tività di trasformazione urbanistica ed edilizia sul territorio comunale. Il perché si evince dal testo del provvedimento: sebbene realizzati da privati con propri investimenti, l’Aquaniene in via della Moschea, il Roma Team Sport al Torrino, Roma 70 sulla Tiburtina, Sport 2000 e Città Futura entrambi sulla Colombo sono di proprietà comunale, secondo il Campidoglio, in quanto costruiti su terreni pubblici in concessione. Pertanto, nessun contributo è dovuto: sarebbe come se il Comune pagasse a se stesso. Un’impostazione che però non convince il vice-procuratore generale della Corte dei Conti regionale Pio Silvestri. Che ha preso carta e penna e inviato una severa lettera di richiamo al sindaco Alemanno. Intanto per ricordargli di aver già chiesto agli assessori Marco Corsini (Urbanistica) e Fabrizio Ghera (Lavori Pubblici), evidentemente senza mai ricevere risposta, «notizie sullo stato delle procedure messe in atto per consentire il pagamento degli oneri concessori da parte dei soggetti privati che hanno realizzato opere per lo svolgimento dei Mondiali di nuoto», così come stabilito «nella memoria di giunta del 6 luglio 2009 con cui si delegavano gli uffici competenti a far rispettare gli impegni patrimoniali derivanti dalla realizzazione degli impianti sportivi in questione». E poi per rammentare, «alla luce delle notizie di stampa secondo le quali codesta amministrazione si appresterebbe a regolarizzare le opere realizzate senza acquisire gli oneri concessori», che «siffatta deliberazione configurerebbe chiara ipotesi di danno erariale». Dice proprio così il viceprocuratore generale: «Chiara ipotesi di danno erariale». Inchiodando la giunta di centrodestra a un suo precedente provvedimento, approvato esattamente un anno fa, che smentirebbe quello varato nella seduta del 30 giugno. Due atti uguali e contrari: un pasticcio. Al quale ora il sindaco Alemanno non potrà non dare spiegazioni.

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