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Piemonte, pronta una nuova raffica di ricorsi il conteggio rischia di slittare in autunno

TORINO – Una lunga giornata di attesa, e alla fine alle nove e mezzo di sera i giudici del Tar Franco Bianchi, Alfonso Graziani e Ariberto Limongelli inviano un comunicato per annunciare che saranno depositate oggi, alle nove, le motivazioni della sentenza del 15 luglio che ha disposto il riconteggio delle schede elettorali in Piemonte. Il termine dei dieci giorni per il deposito della sentenza che ha fatto tremare il centrodestra e il presidente Roberto Cota, era «ordinatorio ma non perentorio» e sarebbe scaduto proprio ieri. Dopo la decisione, due sere fa, del consiglio di Stato di rigettare il ricorso che chiedeva di annullare il dispositivo del Tar, gli avvocati del centrodestra non aspettano altro che poter leggere le oltre 60 pagine in cui i magistrati amministrativi spiegano le loro disposizioni sul riconteggio delle 15 mila schede delle liste «Al Centro con Scanderebech» e «Consumatori». I legali hanno infatti già annunciato l´inten-zione di preparare altri ricorsi aggiuntivi al Consiglio di Stato, e l´avvocato Luca Procacci si è dichiarato pronto a contestare ogni singolo voto tolto a Roberto Cota, perché non sarà conteggiata la preferenza espressa solo sul simbolo della lista decaduta, bensì quella data unicamente al candidato presidente. Proprio su questo il premier Silvio Berlusconi martedì sera aveva commentato: «la legge è chiara: chi vota una lista con una croce sola dà due voti, a meno che non si scelga di dare esplicitamente un voto disgiunto». Parole che, forse, hanno convinto le toghe torinesi a una maggiore prudenza, facendo slittare la lettura delle motivazioni. L´ordinanza del consiglio di Stato ha però dato il via libera al riconteggio sulla base del fatto che di per sé il ricalcolo «non danneggia in modo grave e irreparabile Cota e non è in grado di paralizzare o ostacolare il corretto funzionamento della Regione», e ha intanto ribadito che saranno ammesse alle operazioni di spoglio entrambe le parti, trattandosi di un vero e proprio contraddittorio, così come aveva chiesto Procacci. Nelle loro motivazioni i giudici del Tar daranno tutte le disposizioni organizzative per il riconteggio che dovrebbe avvenire, secondo i termini fissati, in 30 giorni, anche se è probabile che le otto prefetture possano ottenere proroghe, sulla base di deroghe date direttamente dal presidente Bianchi, visto che sarà necessario riformare i collegi elettorali in un mese particolare come quello di agosto. Insomma, il responso sul voto in Piemonte rischia di slittare ad autunno inoltrato. Alla notizia che anche Palazzo Spada aveva rigettato il suo ricorso, Cota aveva dichiarato che il riconteggio sarà «un´operazione inutile, e uno spreco di denaro pubblico». E ieri gli ha replicato Federico Fornaro, vicesegretario Pd del Piemonte: «il presidente Cota e i leghisti piemontesi dimostrano ancora una volta di avere la memoria corta», riferendosi al fatto che «nel 1993/1994 il Tar del Piemonte, accogliendo in prima istanza un ricorso della Lega Nord, ordinò il riconteggio di circa 250mila schede delle elezioni comunali di Torino e, alla fine, addebitò al Comune di Torino il relativo costo di 212 milioni di lire dell´epoca».

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