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Per i danni copertura a quota75%

Il parametro chiave per gli aiuti destinati a cittadini, imprese e professionisti del Veneto colpiti dall’alluvione è il 75%; è questa la quota dei danni che potranno essere coperti dall’indennizzo nella maggioranza dei casi. Gli aiuti sono costruiti per coprire un’ampia gamma di danni; nel caso delle famiglie, la distinzione fondamentale separa chi si è trovato le case danneggiate o inagibili da chi invece ha avuto l’abitazione completamente distrutta. Per entrambi vale la regola generale del rimborso del 75% delle spese, ma se la casa è danneggiata o inagibile senza essere andata incontro alla distruzione la copertura per il ripristino non potrà superare i 30mila euro. Anche questo limite, comunque, non è invalicabile, e può essere derogato dal commissario delegato (cioè il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia) sulla base di adeguate motivazioni, da individuare sulla base di una relazione presentata dal sindaco. Chi deve affrontare le spese per il ripristino potrà anche chiedere al commissario di farsi anticipare fino al 50% della somma che gli spetta, purché sia in grado di presentare «apposite garanzie» che verranno individuate dal governatore del Veneto con propri provvedimenti. Un ulteriore aiuto, fino all’80% delle spese senza superare un tetto di 5mila euro, è destinato a coprire le spese sostenute per il trasloco e il deposito di arredamento e beni custoditi in casa. Per i mobili danneggiati torna il criterio del 75%, con tetto di mille euro, sulla base delle spese di ristrutturazione (anche in anticipazione) o del valore di mercato dei beni irrecuperabili. Un piccolo contributo, infine, andrà anche a sostenere le spese sostenute dalle famiglie per trovarsi una sistemazione temporanea in attesa di tornare a casa propria: l’assegno-tipo sarà di 100 euro a persona (200 nel caso di persone sole), più altri 100 per ogni componente della famiglia con più di 65 anni, oppure portatore di handicap. Infine, chi ha un mutuo potrà chiedere la sospensione per otto mesi delle rate. Il secondo capitolo dei contributi è quello destinato a imprese, commercianti, agricoltori e professionisti (citati esplicitamente nella parte dedicata agli aiuti). Per loro la copertura del 75% scatta per indennizzarli del danno subito da «impianti, strutture, macchinari e attrezzature» e per i beni mobili, con un limite però di 3mila euro. A differenza dei beni mobili dei privati, quelli di imprese e professionisti devono essere registrati per poter ottenere il contributo. Anche nel caso delle attività economiche, è possibile chiedere un’anticipazione del 50%, prestando idonee garanzie. Per ottenere i rimborsi fino a 30mila euro sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, mentre per superare questa cifra occorrerà la perizia giurata di un professionista.

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