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Per consigli e commissioni torna il gettone di presenza

Le misure sugli amministratori locali escono dall’esame del senato con alcune correzioni e molte conferme. La novità più importante riguarda la soppressione dell’indennità di funzione sostitutiva dei gettoni per i consiglieri comunali e provinciali, che era stata introdotta nel Dl 78/2010 (articolo 5, commi 6-11). Nel testo emendato tornano, per la partecipazione a consigli e commissioni, i gettoni di presenza, il cui importo sarà determinato entro quattro mesi dal ministero dell’Interno. Il tetto mensile è ridotto a un quinto (prima era un quarto)dell’indennità massima prevista per il sindaco o presidente della provincia. Confermato l’azzeramento, dal 31 maggio scorso, dei compensi per i consiglieri circoscrizionali; spunta, invece, un’eccezione per i consiglieri circoscrizionali delle città metropolitane, i cui compensi possono superare il tetto di un quinto dell’indennità prevista per il presidente. Sostanzialmente invariati i tagli. Con il decreto del ministero dell’Interno saranno ridotte, per almeno un triennio, le indennità degli amministratori: del 3% per i comuni con popolazione da mille ( nei comuni sotto tale soglia restano invariate) fino a 15mila abitanti e per le province con popolazione fino a 500mila abitanti; del 7% per i comuni con popolazione da 15.001 a 250mila abitanti e per le province con popolazione da 500.001 e un milione di abitanti; del 10% per i restanti comuni e province. Ancora in vita anche l’azzeramento di retribuzioni, gettoni e indennità o emolumenti comunque denominati per gli amministratori appartenenti alle comunità montane, unioni di comuni e altre «forme associate di enti locali » (corretta la formulazione precedente di «enti territoriali» che aveva fatto discutere) nate per la gestione di servizi o funzioni pubbliche. La norma opera già dal 31 maggio. Altre modifiche arrivano sul versante delle società partecipate (articolo 6, comma 6 del Dl 78/2010). Il taglio del 10% del compenso dell’organo di amministrazione e di quello di controllo (la formulazione è più generica rispetto alla versione iniziale che richiamava cda e collegio sindacale) viene applicato ai compensi indicati dall’articolo 2389, comma 1, del codice civile, cioè del cda e del comitato esecutivo. Inoltre nel testo emendato si chiarisce che i tagli si applicano alle società possedute in misura totalitaria dalle amministrazioni pubbliche, sia che ciò avvenga direttamente sia indirettamente. Sono escluse le quotate e le loro controllate (nuova precisazione). Come previsto nella formulazione originaria la riduzione si applica a decorrere dalla prima scadenza dei mandati successiva al 31 maggio scorso. Va ricordato anche il taglio indiretto, che opera per effetto della rideterminazione delle indennità degli amministratori locali, da cui dipendono i compensi massimi del presidente e dei componenti del cda delle società a totale partecipazione di comuni e province. Compensi che la finanziaria 2007 prima e la manovra estiva 2008 poi avevano fissato nella misura del 70% dell’indennità del sindaco o del presidente della Provincia per il presidente, e al 60% per i consiglieri. Sempre in vigore, infine, la norma che obbliga gli enti e organismi pubblici all’adeguamento, a partire dalla prima rinnovo successivo al 31 maggio scorso, degli statuti, in modo da assicurare che gli organi di amministrazione e il collegio dei revisori abbiano un numero di componenti inferiore rispettivamente a cinque e a tre.

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