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Partenza lenta per il fisco municipale

Per un decreto ormai prossimo al traguardo ce n’è uno che stenta a ripartire: è il federalismo sliding doors ai tempi della crisi politica. Mentre il provvedimento attuativo che assegna a Sose Spa il compito di determinare i fabbisogni standard di comuni e province ha superato ieri l’esame del preconsiglio e domani dovrebbe essere approvato in via definitiva dal governo, quello che assegna ai sindaci il gettito dei tributi immobiliari e introduce la cedolare secca ha appena esordito in parlamento ma non verrà esaminato nel merito prima di dicembre. Sul testo varato in via preliminare dal consiglio dei ministri del 4 agosto, l’ufficio di presidenza della bicamerale guidata da Enrico La Loggia (Pdl) ha deciso di procedere prima a un ciclo di audizioni, che si aprirà oggi con il presidente della commissione tecnica paritetica (Copaff) Luca Antonini e proseguirà la prossima settimana, e ha previsto per il 30 novembre un seminario con gli esperti di fiscalità locale. L’esame vero e proprio non comincerà dunque prima di dicembre. Una scelta dettata sì dalla complessità del testo e dall’esistenza di alcuni nodi ancora da sciogliere (come il fatto che l’aliquota di trasferimento della futura imposta municipale è già stata fissata mentre quella di possesso ancora no), ma anche dal clima politico incerto. La speranza dei commissari è che per allora il contesto complessivo si sia fatto più chiaro. Tuttavia il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli ha detto di non temere per le sorti della riforma visto che, a suo dire, «il governo durerà fino al 27 marzo». Qualche preoccupazione in più sul percorso attuativo è giunta dagli imprenditori. «L’evoluzione della finanza pubblica ? ha sottolineato ieri Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria con delega al federalismo in un convegno organizzato da Assolombarda ? rischia di portare al blocco degli investimenti, come sta già accadendo, e a una cannibalizzazione crescente di risorse che non è più tollerabile, anche perché ormai è chiaro a tutti il conto salatissimo pagato dalle regioni ordinarie del Nord». «Anche noi imprenditori ? gli ha fatto eco Umberto Quadrino, ad di Edison ? qualche volta abbiamo sbagliato, ritenendo che il federalismo sia un fatto solo politico mentre è una questione centrale per l’economia».

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