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Padoan: misure giuste, il debito scenderà prima del previsto

Le previsioni primaverili della Commissione europea confermano che la strada intrapresa va nella «direzione giusta». Le misure che verranno adottate nel 2015, commenta il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in margine ai lavori dell’Eurogruppo, «aggiungeranno un impatto positivo, perché saranno permanenti e consolidate nel tempo».

Padoan illustra ai giornalisti lo stato del confronto con Bruxelles, in attesa del giudizio di merito atteso il 2 giugno. In primo piano la richiesta italiana di rinviare dal 2015 al 2016 il pareggio di bilancio, pur in presenza degli «squilibri macroeconomici» evidenziati dalla Commissione europea. «Mi aspetto una valutazione oggettiva sui conti pubblici italiani». Le stime di Bruxelles differiscono da quelle del governo non solo per quel che riguarda il Pil 2014 (0,6% contro lo 0,8% indicato nel Def), ma soprattutto con riferimento al percorso di aggiustamento strutturale: nel 2015 per l’esecutivo comunitario il saldo si attesterà allo 0,9% del Pil, mentre nel «Def» si prevede lo 0,3 per cento. Una differenza che il ministero dell’Economia attribuisce in gran parte alla decisione di non incorporare nel quadro previsionale del prossimo anno le azioni di politica economica indicate nel Def. Interventi che saranno affidati alla prossima legge di stabilità. In serata – al termine della riunione – lo stesso Padoan fa sapere che l’Eurogruppo ha riconosciuto «l’importanza dell’accelerazione dell’azione del governo in Italia e i progressi in corso».

Quanto al bonus Irpef, la Commissione «farà le sue valutazioni, non ha ancora avuto il tempo di valutare nel dettaglio le nostre misure». E proprio in sede di Eurogruppo, il ministro ha posto l’accento sul fatto che le riforme (una volta realizzate) contribuiranno a ridurre gli squilibri macroecomici che la Commissione torna a rimarcare, in primis il debito pubblico, in ulteriore aumento al 134,9% del Pil, stando al Def, mentre Bruxelles prevede il 135,2 per cento. Per Padoan l’incremento si deve allo sblocco di ulteriori tranche dei debiti commerciali della Pa (per un totale di 61 miliardi): operazione autorizzata dalla stessa Commissione Ue anche visti i suoi potenziali effetti espansivi sull’economia. «Al di là dei decimali – osserva – se si considera il surplus primario che andrà crescendo e la crescita che aumenterà, il debito scenderà più rapidamente anche grazie alle privatizzazioni e alla minore spesa per interessi».

Nel corso del summit dei ministri economici sono stati raggiunti «importanti progressi» sulla Tobin tax, e lo stesso Padoan ipotizza un «accordo definitivo» per oggi.

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