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P.a., torna lo spoils system

Nuova spinta verso lo spoils system negli enti locali. Gli emendamenti al ddl di conversione del dl 101/2013 predisposti al senato mirano ad accentuare, per i comuni, il ricorso ai dirigenti a contratto, mediante procedure para concorsuali, con un tuffo nel passato pre riforma-Brunetta. Mentre le stabilizzazioni guadagnano un anno in più. Fino al 31 dicembre 2016 le pubbliche amministrazioni potranno bandire concorsi per stabilizzare i precari che abbiano prestato servizio per almeno tre anni negli ultimi cinque. La ragione della proroga è ampliare le chance di stabile assunzione per i lavoratori con contratto a termine, «visto che, a legislazione vigente, nel 2016 non ci sarà più il blocco del turnover».

A spiegarlo a ItaliaOggi è Giorgio Pagliari (Pd), relatore del provvedimento, che ieri ha riferito all’aula sulle proposte di modifica concordate in commissione affari costituzionali e su cui però pende ancora il giudizio della commissione bilancio. In attesa di ricevere il parere della Bilancio, la prima commissione di palazzo Madama si è portata avanti per accelerare i tempi, visto che il decreto deve essere convertito in legge entro il 30 ottobre e non è ancora stato esaminato da Montecitorio. «Va dato merito alla presidente Anna Finocchiaro di aver preso una decisione responsabile per velocizzare l’esame», osserva Pagliari che si è detto fiducioso che la maggior parte degli emendamenti proposti possano superare indenni l’esame della quinta commissione. «Le proroghe di termini non dovrebbero creare problemi di copertura», scommette il relatore. Ma il fascicolo è molto corposo e qualcosa potrebbe perdersi per strada. Vediamo nel dettaglio tutte le novità.

Dirigenti a contratto negli enti locali. Gli emendamenti vanno verso l’ennesimo ampliamento dello spoils system, con la previsione di selezioni per le attribuzioni di incarichi dirigenziali a tempo determinato, mediante procedure non concorsuali, fortemente influenzate dalla preventiva definizione «del profilo» richiesto e in adesione alle «linee programmatiche» del comune: un modo elegante per sottolineare la fiduciarietà. Alle selezioni provvederà una commissione costituita da un esperto nominato dal comune e due dal rettore dell’università o altra istituzione scientifica indipendente. Ciò dovrebbe assicurare imparzialità nella scelta. L’Anci è riuscita, poi, a smontare definitivamente l’impianto della riforma Brunetta, che aveva posto un limite ai dirigenti a contratto dell’8% della dotazione. Dopo aver ottenuto sfondamenti del tetto col collegato fiscale 2012, i comuni ottengono di poter arrivare per gli anni 2014 e 2015 ad un numero di dirigenti a contratto pari al 20% della dotazione organica della qualifica dirigenziale e, comunque, per almeno un’unità. Per altro, i dirigenti a contratto non rientreranno nel limite di spesa per gli incarichi a tempo determinato di cui all’articolo 9, comma 28, del dl 78/2010 (50% della spesa dell’anno 2009). Non basta. Si prevede anche una proroga della durata dei contratti dei dirigenti a tempo determinato assunti per chiamata diretta fino al 31 dicembre 2014. Ciò a condizione che fossero in essere alla data di entrata in vigore del decreto, tenuto conto di non meglio precisabili «servizi essenziali» senza aumento delle dotazioni organiche.

Auto blu. Gli enti che non faranno il monitoraggio annuale sulle auto blu, subiranno un taglio pari al 60% del limite della spesa del 2013 invece che dell’80%. Tuttavia, si vogliono escludere dai limiti alle autoblu le vetture per la polizia locale e consentire l’acquisto di almeno una vettura per i servizi tecnico amministrativi nei comuni con meno di 5 mila abitanti.

Esuberi. Si prevede lo sblocco del decreto per la determinazione dei parametri di virtuosità degli enti locali (atteso da oltre un anno), ai fini della determinazione degli esuberi. Non si terrà inizialmente conto del personale impiegato nelle società partecipate nelle more del monitoraggio sui posti disponibili delle amministrazioni non aventi esuberi.

Partecipate. Si introduce l’obbligo di adottare piani industriali di risanamento delle partecipate, adottando piani di indirizzo e con poteri di vigilanza. La mobilità tra dipendenti delle partecipate è obbligatoria prima di avviare nuove procedure di reclutamento e allo scopo di attuare i piani industriali di risanamento. Il lavoratore che rifiuti la mobilità disposta da società che adottino interventi di risanamento può essere licenziato per giusta causa.

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