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Otto per mille, spuntano le scuole

Primo via libera bipartisan alla legge che disciplina la possibile destinazione dell’otto per mille Irpef riservato allo Stato. La Camera ha approvato ieri le nuove norme con 478 voti a favore e 3 astensioni, trasmettendo il testo al Senato per l’ok definitivo. La nuova legge, in particolare, esclude che il ricavato dallo Stato dall’otto per mille possa essere ridotto e destinato a finalità diverse da lotta alla fame nel mondo, interventi per casi di calamità naturali, assistenza a rifugiati, conservazione di beni culturali. Sempre che il Parlamento non deroghi a tale destinazioni con l’approvazione di una legge ad hoc, per “fare fronte ad esigenze impreviste assolutamente straordinarie”. È stato inoltre approvato a sorpresa, determinando la sconfitta del Governo in aula, di un ordine del giorno del Pd che impegna a inserire anche le scuole pubbliche fra le possibili destinazioni dell’otto per mille statale, con particolare riferimento a interventi per l’edilizia scolastica. Nel testo si impegna il Governo “a modificare la legge 20 maggio 1985, n. 222, sull’otto per mille al fine di consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la ‘scuola pubblica’ come destinataria di una quota fiscale dell’otto per mille da utilizzare d’intesa con enti locali per la sicurezza e l’adeguamento funzionale degli edifici e a pubblicare ogni anno un rapporto dettagliato circa l’erogazione delle risorse e lo stato degli interventi realizzati”. “Il Governo – ha sottolineato dopo l’approvazione dell’o.d.g. il deputato democratico Antonino Russo, che lo aveva presentato – non ha i numeri per sostenere le sue politiche o per contrastare le proposte dell’opposizione. La nostra proposta prevede non un aggravio di spesa ma la possibilità per i contribuenti italiani di poter indicare nell’8 per mille, attribuibile allo Stato, anche l’opzione della scuola pubblica in particolare l`edilizia scolastica. Ora ci auguriamo che il governo sia consequenziale e rispetti la volontà del parlamento. Abbiamo così assistito alla novantesima sconfitta del Governo in Aula.” “Ci sono grandi passi avanti che si possono fare con piccoli gesti: ne è stato fatto uno alla Camera con l`approvazione dell`ordine del giorno del Pd che chiede di inserire anche la ‘scuola pubblica’ tra i destinatari della quota di 8 per mille dell’Irpef. Una vittoria del Pd ma soprattutto della scuola pubblica italiana”, ha fatto eco la responsabile Scuola del Pd Francesca Puglisi. “Un provvedimento che, senza aggravio di spesa, introduce la possibilità per i contribuenti italiani di poter indicare nell’8 per mille, attribuibile allo Stato, anche l’opzione della scuola pubblica in particolare l’edilizia scolastica”, ha chiarito. “Sulla necessità e l`urgenza di dotare le scuola italiane di edifici finalmente sicuri non c`è bisogno di soffermarsi: sottolineiamo invece ritardi, inadempienze e sciatterie che governo e maggioranza hanno accumulato fino alla sconfitta di oggi in Parlamento”, ha concluso Puglisi. E anche l’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti) esprime apprezzamento per il voto e per “ l’intento di introdurre una scelta più laica di quelle attualmente disponibili: atei e agnostici, al momento della dichiarazioni di redditi, possono soltanto scegliere tra alcune confessioni religiose e lo Stato, il quale poi storna gran parte dei fondi a sua disposizione a favore della Chiesa cattolica”, dichiara il segretario dell’Uaar Raffaele Carcano. “Questo rischio c’è anche scegliendo a favore della scuola pubblica, perché si tende, incongruamente, a considerare sotto tale definizione anche le scuole paritarie cattoliche”, continua Carcano. “Ma, pur consapevole del valore limitato di questo voto, l’Uaar lo ritiene comunque importante in un momento di crisi per il Paese e dopo anni di tagli alla scuola della Repubblica e contestuali finanziamenti pubblici alla scuola paritaria cattolica. L’Uaar aveva anche proposto tempo fa di usare i fondi dell’otto per mille statale per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo (una strada gi percorribile con l’attuale normativa), ma il governo ha preferito far finta di niente”. Intanto ieri l’Agenzia delle entrate è intervenuta con un comunicato sugli elenchi degli ammessi e degli esclusi dalla ripartizione del 5 per mille 2009. I dati relativi alle preferenze espresse dai contribuenti nell’anno 2009 e gli importi attribuiti agli enti beneficiari, spiega l’Agenzia, sono consultabili nella versione aggiornata sul sito dell’Agenzia delle entrate, nella sezione “documentazione” – 5 per mille – 5 per mille 2009. Rispetto alla precedente versione, pubblicata il 28 febbraio 2011, soltanto alcuni degli elenchi risultano modificati. In particolare: elenco degli Enti del volontariato, integrato con alcuni enti risultati in possesso dei requisiti; elenco dei comuni di residenza, modificato con l’attribuzione di 7 comuni dalla Regione Marche alla Regione Emilia Romagna; elenco delle Associazioni sportive dilettantistiche, aggiornato con l’inserimento di nuove posizioni (a seguito di ricorsi) e l’introduzione del motivo dell’esclusione per le associazioni non ammesse; elenco degli enti della ricerca scientifica, completato con l’inserimento di alcuni enti risultati in possesso dei requisiti. Gli elenchi sono consultabili in ordine alfabetico, in ordine crescente di codice fiscale e in ordine decrescente di importo attribuito a ciascun nominativo.

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