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Ordinanze anti-burqa? Zero multe E il Pd difende Scola dalla Lega

PADOVA – Hai voglia di chiamarli «anti-burqa », se poi i comuni che hanno introdotto il divieto di indossare il velo integrale, alla fine le multe non le fanno. Da Montecchio Maggiore (Vicenza) a Codognè (Treviso), passando per Montegrotto (Padova), Creazzo (Vicenza) e Treviso – tutte amministrazioni che hanno messo nero su bianco il veto al tradizionale capo di abbigliamento di alcuni paesi di religione islamica -, emerge infatti un unico dato. E cioè che al momento non risultano contravvenzioni elevate per infrazione al divieto di mascheramento in pubblico. Zero, ovunque. Il fatto ripropone dunque il quesito sulla reale utilità delle ordinanze anti-burqa, su cui già era intervenuto qualche giorno fa in un’intervista al Corriere del Veneto il patriarca di Venezia Angelo Scola (che qualche settimana prima, invece, aveva parlato anche all’agenzia Reuters, rilanciata da MissiOnLine. org, il sito web della rivista Mondo e Missione del Pontificio istituto missioni estere). «Sono contrario alle ordinanze – aveva detto il cardinale -, perché così si rischia di radicalizzare il problema, invece di risolverlo». Scola, intanto, riceve l’appoggio del Partito Democratico. «Sono in sintonia con il patriarca – dichiara il consigliere regionale del Pd Diego Bottacin -. Dobbiamo stare attenti, perché il divieto del burqa rischia di peggiorare la situazione ». Bottacin riflette: «La posizione cavalcata soprattutto dalla Lega non è basata tanto sul laicità dello stato – dice il consigliere -, piuttosto su una difesa strapaesana e di chiusura delle nostre tradizioni. Si tratta comunque in entrambi i casi di approcci sbagliati alla questione, perché la libertà di religione può trovare un limite solo per i diritti fondamentali dell’uomo». Conclude dunque Bottacin. «Se è vero che sopravvive la vecchia legge sulla sicurezza, perché allora la gente va via con il casco?».

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