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Oggi il varo della manovrina correttiva

Un primo giro di tavolo sulla legge di stabilità. Con l’obiettivo di affrontare soprattutto il delicato nodo delle coperture e dei tagli. E un esame della manovrina correttiva da 1,6 miliardi per rientrare sotto il tetto del 3% del rapporto deficit-Pil. Che dovrebbe ottenere un via libera immediato, in anticipo rispetto al varo della ex Finanziaria, atteso per il 15 ottobre. E che è destinata a prevedere anche gli indennizzi alle imprese per danni causati dai “No-Tav”. È questo, sul versante dei conti conti pubblici, il menù del Consiglio dei ministri convocato per questo pomeriggio. La voce di un varo già oggi della manutenzione contabile ha cominciato a circolare con insistenza ieri sera. Nel complesso gli interventi previsti dal decreto dovrebbero superare quota 2 miliardi.

Con il sì alla manutenzione contabile, arriverà contestualmente anche il disco verde al rifinanziamento della Cig in deroga per 330 milioni, della social card per 35 milioni, e alla destinazione di fondi per oltre 200 milioni all’emergenza immigrazione. Nello schema di decreto, oltre agli indennizzi alle imprese per danni causati dai “no Tav” e i rallentamenti nella realizzazione delle opere dell’alta velocità, il passaggio del Fondo di garanzia per le Pmi da Mediocredito centrale al ministero dell’Economia.

Per la manutenzione contabile da 1,6 miliardi la copertura sarà garantita da tagli semi-lineari alla spesa per oltre 400 milioni e dall’accelerazione delle dismissioni di fetta di immobili dello Stato per 1 miliardo.

Resta da sciogliere il nodo clausola di salvaguardia per blindare la copertura. Tra le opzioni dei tecnici del ministero dell’Economia c’era quella di ripescare l’aumento dal 101 al 103% degli acconti Ires e Irap sulle società, originariamente previsto per lo stop fino a fine anno dell’aumento Iva poi saltato. Ma non è escluso che alla fine la “clausola” possa saltare. Ancora ieri sera il dispositivo delle coperture era in via di perfezionamento. Tra le ipotesi prese in considerazione c’era anche quella di ridurre di 100 milioni il limite massimo di spesa che le Regioni possono escludere dal patto di stabilità per sostenere programmi d’intervento con fondi Ue.

Una delle protagoniste del Consiglio dei ministri di oggi resta comunque la legge di stabilità che avrà un impatto tra i 12 e i 15 miliardi (circa un punto di Pil), almeno un terzo dei quali sarà destinata per il prossimo anno al taglio del cuneo. Lo scoglio più arduo da superare resta quello delle coperture. Con tutta probabilità nel giro di tavolo il premier Enrico Letta e il ministro Fabrizio Saccomanni cercheranno di capire le effettive disponibilità dei ministeri. Almeno 4-5 miliardi dovranno arrivare da tagli alla spesa, dalle agevolazioni fiscali e dalla razionalizzazione degli incentivi alle imprese.

Oltre agli enti locali e alle strutture periferiche dei ministeri, nel mirino c’è anche la sanità. Non a caso ieri il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, non ha escluso una stretta sulla sanità parlando comunque di «tagli chirurgici». Lo stop all’aumento dei ticket in calendario il 1° gennaio 2014 dovrebbe comunque scattare integralmente. Tra le alte opzioni per reperire risorse, le dismissioni immobiliari di quote statali di società (in primis quelle locali), un pacchetto anti-evasione e un’operazione sulle concessioni. La legge di stabilità potrebbe essere accompagnata da almeno un paio di provvedimenti collegati.

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