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Numero dei consiglieri regionali la patata bollente alla Consulta

La partita non è ancora finita ma il “partito” che vuole congelare il premio di governabilità rimane in vantaggio. Ieri il Tar di Bari ha trasmesso alla Corte costituzionale tutti gli atti relativi ai ricorsi sul numero dei consiglieri regionali. Ed ha sospeso il giudizio perché ritiene non infondata la questione di legittimità costituzionale tra la legge regionale che riconosce il premio di governabilità, lo statuto della Regione che fissa in 70 il numero dei consiglieri regionali e l’articolo 123 della Costituzione che affida agli statuti regionali il compito di determinare la forma di governo. Il caso è nato con la proclamazione degli eletti, avvenuta ad aprile, con la corte d’appello che non ha fatto scattare il premio di governabilità, come avevano ufficiosamente calcolato gli uffici della Regione Puglia. Secondo quei calcoli, per garantire al governatore Nichi Vendola una maggioranza adeguata pari al 60 per cento, era necessario riconoscere oltre al premio di maggioranza anche un premio di governabilità che ha imposto di ripescare otto consiglieri tra i partiti del centrosinistra. La corte d’appello, ad aprile, è stato di un avviso diverso, negando che il numero dei consiglieri passasse da 70 a 78. Da qui la decisione degli otto “esclusi” di ricorrere al Tar per rimettersi in gioco. La giunta regionale aveva deciso di non costituirsi in giudizio. Ma della partita ha voluto essere il comitato per la difesa dello statuto, promosso dall’eurodeputato del Pdl Salvatore Tatarella. È stato, infatti, il comitato, contrario alla lievitazione del numero dei consiglieri regionali, a costituirsi in giudizio e, con gli avvocati Giuseppe Mariani e Francesco Paolo Bello, a suggerire il rilievo di incostituzionalità. «Siamo moderatamente soddisfatti», dice Bello. Dal Pdl, il capogruppo regionale, Rocco Palese, invece, dice che «la decisione del Tar va nel senso della tutela dello statuto della Regione e della salvaguardia delle tasche dei cittadini sui quali sarebbero ricaduti i maggiori costi derivanti dall’au-mento del numero dei consiglieri». «Sino al pronunciamento della Corte costituzionale – insiste Palese – quel numero non cambierà e con questa maggioranza il presidente Vendola dovrà governare, senza il ricorso a seggi aggiuntivi». Il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, sottolinea che la decisione del Tar di Puglia «tiene conto delle implicazioni che possono esserci sullo statuto». Il professore Ernesto Sticchi Damiani, che difende un paio di “esclusi”, considera «positivo che il Tar, con il rinvio alla Consulta, abbia riconosciuto la tesi che la legge elettorale regionale abbia recepito il Tatarellum», la legge che prevede il premio di governabilità e che per estensione può contagiare la norma pugliese. Nessuno è in grado di fare previsioni sui tempi della Consulta anche se si sussurra che il responso potrà arrivare fra un anno. Situazione analoga alla Regione Lazio. A parti invertite, però. Nel Lazio infatti la corte d’appello ha ritenuto che si dovesse valicare il numero dei 70 consiglieri stabilito dallo statuto.

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