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Nelle casse del Lazio mancano 1,6 miliardi

Renata Polverini non evita la stangata fiscale per cittadini e imprese del Lazio, almeno per il 2010. Impossibile scongiurare le supertasse anche perché tra le pieghe del bilancio spunta un ulteriore buco da 1,6 miliardi: schizzano dunque oltre il tetto massimo le addizionali Irpef (+0,30%) e Irap (+0,15%). Ma il governatore del Lazio incassa anche una bella boccata d’ossigeno: il governo, non senza qualche tensione al tavolo di verifica composto dai tecnici dell’Economia e della Salute, promuove il piano di rientro dal deficit e sblocca finalmente i fondi Fas (900 milioni) e risorse accantonate dal 2007 per ben 1,2 miliardi (su 2 totali) per coprire gli interessi passivi e chiudere i contenziosi del passato. Via libera anche allo sblocco del turn over per il personale. Questi gli esiti tanto attesi arrivati dopo l’incontro di ieri mattina in via XX settembre: «Il Lazio ha superato l’esame del tavolo tecnico, con grande fatica, grande lavoro e nonostante problemi maggiori di quanto avevamo immaginato», ha spiegato Renata Polverini. Annuncia sicura che entro il 2012 «si potrà uscire dall’emergenza e dal commissariamento». Ma almeno per quest’anno il blocco sul filo di lana delle super addizionali, che scatteranno tra fine novembre (per l’Irap) e inizio 2011 (per l’Irpef), non è stato possibile. «Gli aumenti erano previsti per tre anni perché la precedente giunta non aveva effettuato alcun intervento, adesso resteranno maggiorate solo per il 2010, ma già dal 2011 le tasse cominceranno a calare», ha aggiunto il presidente del Lazio che intanto si trova a fare fronte a un disavanzo che ammonta a 2 miliardi 332 milioni. Più del previsto: perché ai 442 milioni necessari per coprire la quota di disavanzo 2009 e agli ulteriori 279 milioni di extra-disavanzo 2010 si aggiunge una nuova voragine sanitaria di 1,611 miliardi. Un “buco” che per la Polverini ha responsabilità ben precise: la colpa sarebbe delle spese «improprie» non autorizzate delle Asl che avrebbero attinto alle risorse ordinarie. A cui si aggiunge la mancata copertura del piano di rientro dell’ex presidente Piero Marrazzo. «Stiamo verificando ? ha spiegato il governatore ? e, se necessario, procederemo contro i colpevoli». A coprire il deficit ci penseranno una serie di misure: da nuovi mutui già autorizzati dall’Economia (per 527 milioni) ai fondi Fas (900 milioni), dalle risorse del programma pluriennale per l’edilizia sanitaria (574 milioni) fino agli interventi nella manovra regionale 2011 (per 248 milioni). Subito dopo il via libera del tavolo tecnico, a Lazio e Campania è arrivata la “benedizone” del ministro della Salute, Ferruccio Fazio: «Avevo ragione a essere ottimista – ha detto -, i commissari hanno fatto un ottimo lavoro in considerazione soprattutto dei debiti pregressi che hanno trovato». Ora i tecnici esamineranno i piani delle altre regioni con i conti in rosso. Nel mirino ci sono soprattutto Molise e Calabria che rischiano anche loro le maxi-aliquote. Questa mattina sarà la volta del governatore calabrese, Giuseppe Scopelliti, atteso al ministero dell’Economia. Il presidente della Calabria si presenterà all’appuntamento con una carta in più da giocare insieme a tutte le altre misure di riordino previste nel piano: la certezza, cioè, del deficit sanitario, che per la prima volta è stato certificato a 1,2 miliardi (a fine 2008). «Finalmente, dalla contabilità omerica più volte sottolineata dal ministro Tremonti, si passa alla reale e tanto auspicata quantificazione del debito», ha spiegato Scopelliti. Basterà per incassare una difficile promozione?

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