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Nei rifiuti di Napoli 150 milioni

Alla fine li gestirà il governatore della Campania, Stefano Caldoro, i 150 milioni provenienti dal Fas (Fondo per le aree sottosviluppate) che il Consiglio dei ministri ha stanziato ieri per l’emergenza dei rifiuti in Campania. Ma non sarà una passeggiata perché dietro la vicenda dell’immondizia permane un conflitto fra poteri impressionante che coinvolge la leadership regionale del Pdl e il destino del Pd. Una battaglia condotta a colpi talmente bassi da trasformare in metafora i cumuli di rifiuti per le strade di Napoli. Ieri, per esempio, nel Transatlantico di Montecitorio un deputato del Pdl, Mario Pepe, faceva vedere ad alcuni giornalisti di aver fotografato, con il telefonino in Aula, il rappresentante del Fli, Italo Bocchino, mentre salutava il ministro, Mara Carfagna, seduta al suo scranno, ponendole una mano sulla sua. Ciò basterebbe a dimostrare che il ministro alle Pari Opportunità è in realtà in combutta con i finiani. Anzi nel Consiglio dei ministri sull’emergenza rifiuti appena concluso, la Carfagna secondo i suoi detrattori avrebbe portato avanti un’azione politica che ha fatto irritare i colleghi campani. «Nessuno lì dentro», ha concluso Pepe indicando l’Aula, «la può più vedere». Il giorno precedente era dovuto scendere in campo il coordinatore Denis Verdini per placare gli animi e difendere il ministro alla Pari Opportunità perchè il presidente della provincia di Salerno e deputato Edmondo Cirielli l’aveva accusata con un «pizzino» (così l’avrebbe definito la Carfagna secondo le cronache) infilato nella casella postale dei deputati di lavorare a livello locale per un’alleanza con l’Udc ed il Fli. Cosa c’è in ballo nella lotta per il potere nel Pdl in Campania? È sotto gli occhi di tutti, anche per le ricorrenti apparizioni in tv, il rafforzamento politico del coordinatore provinciale della provincia di Benevento, Nunzia De Girolamo. Secondo un accordo politico fortemente sostenuto anche dalla Carfagna (e che sarebbe appoggiato a livello romano) la De Girolamo dovrebbe ben presto prendere il posto dell’ex sottosegretario all’Economia costretto a dimettersi poiché indagato per presunti contatti con il clan dei casalesi, Nicola Cosentino. Quest’ultimo, da sempre rivale di Bocchino, ricopre ancora l’incarico di coordinatore regionale del partito. Ebbene, fuori Bocchino la De Girolamo sarebbe la probabile nuova coordinatrice regionale. Ed è in questo clima che, ieri mattina, quando il Consiglio dei ministri si stava apprestando a varare il decreto legge sull’emergenza rifiuti, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha incontrato a palazzo Chigi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Il titolare del Viminale si è sentito rivolgere un appello che lo stesso Bersani ha ribadito poco più tardi nel Transatlantico di Montecitorio: «Ho detto il mio no alla provincializzazione della costruzione dei due termovalorizzatori di Napoli e Salerno perché è una scelta sbagliata e oltretutto non dà garanzie di trasparenza. Il comune di Salerno», ha aggiunto, «è perfettamente in grado di realizzare il progetto, ha già identificato l’area. Stesso discorso vale per Napoli». Va notato che entrambi i sindaci di Salerno e Napoli sono del Pd: Vincenzo De Luca e Rosa Russo Jervolino. Per stoppare l’operazione di «provincializzazione» dei poteri intanto interveniva anche, presso il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini. A tutti è apparso chiaro che non si trattava soltanto di una questione di partigianeria politica. La conferma sarebbe venuta in serata con l’annuncio di una querela da parte il presidente della Provincia di Salerno, Cirielli: «Bersani è il solito comunista che usa la calunnia come strumento politico. Dire che la Provincia di Salerno sia un Ente che non usa procedure trasparenti è un fatto grave che Bersani dovrà dimostrare in Tribunale». Inoltre, Cirielli affermava di aver ricevuto una telefonata dal premier Silvio Berlusconi: «Mi ha garantito che il ruolo svolto dalla provincia di Salerno per il termovalorizzatore è stato apprezzato, verrà salvaguardato e valorizzato». Una questione da valutare, visto che al termine del Consiglio dei ministri, pure Ignazio La Russa, annunciando l’impiego dei militari in Campania, ha aggiunto: «Abbiamo creato una situazione commissariale. Sono stati affidati alla Regione, sentiti gli enti locali, i poteri necessari per andare avanti. Sono comunque salvaguardati gli atti finora compiuti dalla provincia di Salerno, che ha svolto un lavoro importante».

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