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Manovra bis ammorbidita

La manovra bis si ammorbidisce. Almeno per quanto riguarda gli enti locali. A prendere le difese delle autonomie contro le misure contenute nel decreto-legge n. 138 del 2011 è la Lega che, al termine di una riunione della segreteria a Milano, mette nero su bianco il suo no a ogni intervento sulle pensioni e si impegna a fare una proposta per dare respiro agli enti locali. Ci pensa il Ministro della semplificazione Roberto Calderoli a diffondere una nota in cui vengono fissati i tre punti inderogabili ai quali s’ispireranno le modifiche che il Carroccio proporrà in vista dell’iter parlamentare della manovra. “Le norme relative alla previdenza contenute nel decreto legge 138 sono idonee e non suscettibili di modifica vista l’intesa raggiunta a riguardo tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi”, scandisce il Ministro, ribadendo, quindi, l’intransigenza del Carroccio davanti alle richieste del Pdl di apertura a interventi sulle pensioni. Ma i lumbard sono preoccupati per la tenuta di comuni, province e regioni del Nord, tema caro soprattutto a Roberto Maroni (presente alla riunione in quanto coordinatore della segreteria, presieduta da Bossi). Ed è così che, al secondo punto, viene fissata “l’assoluta necessità di un ridimensionamento dell’intervento sulle autonomie locali”. A questo proposito, Calderoli si sarebbe impegnato a redigere una bozza, che sara’ esaminata in un incontro successivo, per poi confluire in un maxi-emendamento da presentare a metà della prossima settimana. Terzo e ultimo punto una “proposta incisiva ed equa per sconfiggere la grande evasione fiscale e conseguentemente reperire risorse per lo sviluppo del Paese”. La segreteria, invece, avrebbe bocciato l’ipotesi di introdurre una patrimoniale sui beni di lusso, avanzata dallo stesso Calderoli, nei giorni scorsi, e l’idea di un aumento dell’Iva. Al termine della riunione – cui hanno preso parte anche i governatori di Veneto e Piemonte, Luca Zaia e Roberto Cota, i segretari di Lombardia, Veneto ed Emilia, e il capogruppo al Senato, Federico Bricolo – i dirigenti padani hanno ricevuto Osvaldo Napoli, presidente facente funzioni dell’Anci, Mario Guerra, coordinatore dei piccoli comuni, ed Enrico Borghi dell’Unione nazionale comunità montane. “Tra 4 o 5 giorni”, Calderoli presenterà una proposta sui piccoli comuni cancellati dalla manovra, ha annunciato Napoli, dopo aver definito l’incontro “interessante e positivo”. È stato fatto un “passo avanti, ma non è sufficiente”, ha aggiunto il parlamentare del Pdl, ribadendo che la proposta dell’Anci è di “stralciare” il provvedimento “iniquo” e far confluire la questione dei piccoli comuni all’interno della Carta delle autonomie. “Abbiamo presentato le nostre proposte, il ministro ci ha ascoltato e pensiamo che voglia proporci altro”, ha continuato. Non sono stati affrontati altri temi e, in particolare, ogni discussione sui tagli ai trasferimenti ai comuni è rinviata alla riunione direttivo dell’Anci, in programma giovedì prossimo. “È una manovra iniqua, chiederemo di cambiare il provvedimento che riguarda i piccoli comuni, che è iniquo”, aveva spiegato Osvaldo Napoli, prima della riunione. “Verremo a spiegare che chi ha scritto questo ha scritto cavolate”, ha aggiunto. L’introduzione del “sindaco unico, come podestà, è scorretta anche dal punto di vista costituzionale ed è fuori da ogni pensiero democratico”, ha lamentato il parlamentare del Pdl, al suo arrivo in via Bellerio. “I piccoli comuni sono quelli che spendono meno – ha detto – nei comuni sotto i mille abitanti consiglieri comunali prendono 17 euro lordi a seduta”. “Una delle proposte che faremo – ha annunciato – sarà l’azzeramento degli emolumenti e il mantenimento dei consigli comunali come sono”. Riguardo ai tagli nei confronti degli enti locali, Napoli ha affermato: “Siamo convinti che una manovra che raddoppia interventi sugli enti locali con 16 miliardi in tre anni è una manovra che i comuni non riescono a sopportare, neanche aumentando l’Irpef al massimo. Ci tolgono i trasferimenti – ha lamentato – poi è colpa nostra se aumentiamo le tasse”. A suo dire, i problemi “riguardano i comuni di centrodestra e centrosinistra”, anche se “è ovvio che i leghisti, come Tosi e Fontana, sindaci che amministrano bene la loro comunità, riconoscano che in questo modo il governo non ci consente di dare servizi”.

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