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Manifesti abusivi, condono forever

Forniamo un esempio di una disposizione del milleproroghe. «Le norme di cui all’articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, si applicano alle violazioni commesse dal 28 febbraio 2010 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Per tali violazioni le scadenze fissate dal comma 2 del citato articolo 42-bis al 30 settembre 2009 e al 31 maggio 2010 sono prorogate rispettivamente al 30 settembre 2011 e al 31 maggio 2011». Omettiamo il numero del comma, tanto sarebbe arduo ritrovarlo. Tale disposizione esisteva nel mega emendamento del Senato e si ritrova pari pari, solo con spostamento interno e nuova numerazione, nel mega emendamento oggi in approvazione alla Camera. Adesso spieghiamo al colto pubblico e all’inclita guarnigione la sostanza dell’indecifrabile testo. Si tratta di un gentile omaggio ai partiti, perché viene prorogato (non per la prima volta) il vantaggioso sconto concesso per «le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari». Tali violazioni «possono essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio, nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia». Dunque, per le centinaia di migliaia di manifesti abusivi affissi fuori degli spazi, candidati e partiti continueranno a pagare somme irrisorie: mille euro l’anno per provincia. A rimetterci saranno i Comuni, che hanno sostenuto ingenti spese per ripulire edifici e cartelloni della propaganda tranquillamente affissa dai galoppini dei movimenti politici. Incasseranno poche briciole, rispetto alle ben più consistente sanzioni ordinarie che colpiscono chiunque affigga un manifesto irregolare che non sia “politico”. E ovviamente la disposizione suonerà come un pernacchio ai tanti proprietari di casa che si vedono sfregiare condominii e abitazioni dai manifesti abusivi (per tacere del vandalismo delle scritte murali). Va rilevato, sul piano politico, che i soli radicali, ogni volta che spunta una nuova sanatoria come questa, protestano. Tutti gli altri, zitti zitti badano a mettere al riparo le proprie sedi territoriali e i propri candidati dalle dovute sanzioni per aver violato le leggi sulle affissioni. Possiamo star certi che, nel milleproroghe che sarà approvato con decreto-legge nel dicembre 2011 o, al più, nella relativa legge di conversione, leggeremo un’analoga disposizione, altrettanto sibillina, che continuerà a sanare gli abusi dei partiti. In particolare, si tratterà di abusi commessi nella campagna elettorale amministrativa e nella campagna referendaria della prossima primavera.

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