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Legge di stabilità 2014, pagano gli statali: blocco a contratto e turn over

A distanza di pochi giorni da una sudata conquista, ecco che, per il pubblico impiego, arriva la doccia gelata della legge di stabilità. La norma finanziaria che regola il bilancio dello Stato per i prossimi tre anni ha riservato il suo lato negativo al settore della pubblica amministrazione, e in particolare ai dipendenti, in attesa di novità, principalmente sul perdurare della situazione di stallo contrattuale.
Sull’onda dei decreto che promette di salvare decine di migliaia di precari negli enti e nelle società pubbliche di tutta Italia, da qui al 2016, l’attesa dei lavoratori della macchina statale era rivolta, infatti, all’ambito della contrattazione collettiva, in fase di stallo prolungato fino a fine 2013.
Invece, le previsioni del Governo per la legge di stabilità presentata il 15 ottobre scorso in Consiglio dei Ministri, sono fosche per l’apparato su cui si sorregge l’amministrazione: nessuno sblocco dei contratti anche per il 2014, con tanto di allargamento degli enti all’elenco Istat, incluse naturalmente le partecipate o in house.
Insomma, non potevano esserci notizie peggiori per gli statali, che attendevano lo sblocco delle norme che regolano il proprio rapporto di lavoro e la propria busta paga e, purtroppo, si trovano di fronte altri 12 mesi di buio pesto.
Oltre ai vari benefit già ridotti con gli ultimi interventi, in particolare la spending review 2012 – si ricordi la stretta sui buoni pasto – ora la legge di stabilità in procinto di arrivare in Parlamento postula anche la cancellazione dell’indennità di vacanza per il biennio 2013-2014.

Nessuna novità, in aggiunta, anche sul turn over della pubblica amministrazione, che avrebbe dovuto completare proprio la riforma dell’intervento sui precari, agevolando il passaggio di consegne tra lavoratori in uscita e nuove leve degli uffici statali. Invece, fino al 2018, si avrà il blocco anche dell’avvicendamento tra vecchi e nuovi lavoratori, secondo le proporzioni già vigenti: per il 2015, dunque, le assunzioni saranno ferme al 40% dei ritiri del 2015, al 60% per il 2016, all’80% per il 2017.

Straordinari. Infine, il capitolo del pubblico in legge di stabilità sancisce come la retribuzione delle ore di straordinario debba essere limitata agli organici dell’amministrazione, della società partecipata, in house o controllata, con avvio dei trattamenti dal prossimo gennaio e il valore del surplus in busta calibrato sul primo presidente di Cassazione.

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