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Lavoro in Campania miracolo bipartisan

Ripartono i bastimenti. E per una volta, a Napoli ne sono tutti felici. E, per una volta ancora più rara, ne sono felici trasversalmente, quelli di destra e quelli di sinistra. È quanto è accaduto al consiglio regionale della Campania la sera del 28 febbraio, quando è stata trasformata in legge una norma portata avanti dalla maggioranza di centrodestra con dentro un emendamento sostenuto dall’opposizione. Di che si tratta? Il bilancio previsionale per il 2011 e il piano triennale 2011-2013 prevede lo stanziamento di ben 500mila euro – sembrano poca roba, ma sono tanti soldi per una regione sull’orlo della bancarotta – per finanziare 100mila borse di studio e lavoro per un programma «Erasmus» riservato a 100mila giovani in tre anni disposti ad andarsene all’estero, purchè nell’Unione europea, a fare stage-lavorativi di nove mesi. L’iniziativa è stata presa in collaborazione con l’Unione europea ed entro il maggio prossimo la regione bandirà un «Erasmus per il lavoro», bando internazionale riservato alle imprese che vogliano prendersi in carico dal primo ottobre 2011 al 30 giugno 2012 giovani fra i 25 e i 29 anni compiuti, pagando loro vitto e alloggio o retribuendoli con non meno di 6 euro l’ora. Le domande sono riservate ai giovani residenti in Campania al primo gennaio scorso ed entro il 31 agosto prossimo quelle pervenute saranno selezionate in graduatoria, costruite per titolo di studio conseguito, età inferiore e preferenze geografiche più vaste possibili. Ai corsisti reduci dall’Erasmus, la regione Campania offrirà poi un piano di inserimento per i giovani che avranno concluso gli stage, per favorirne sia l’assunzione in aziende campane, sia l’autoimpiego con erogazione di prestiti a tassi convenzionati. Un piccolo, grande caso di collaborazione bipartisan in nome di una causa giusta. Anzi sacrosanta, visti i dati sull’emergenza occupazionale in Campania: è la regione europea, su 270 censite, con il più basso tasso di occupati (40,2%, contro la media italiana del 56,7% ed europea del 64,6%); è anche la regione con il più alto tasso di giovani con meno di trent’anni che non studiano più ,ma non lavorano ancora (33,5% contro il 21,2% medio nazionale e il 12,2% medio europeo: sono i cosiddetti «Neet», in sigla inglese: «Non education, employment, training»): sono ben 385mila soggetti, una mina sociale pronta a esplodere. Infine, la Campania è anche la regione dove ci si laurea meno (ha completato gli studi universitari appena il 12,9% della popolazione tra i 30 e i 34 anni contro il 19% dell’Italia e il 32,3% dell’Ue).

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