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La procura nomina il super geologo sotto accusa la cementificazione selvaggia

E’ uno dei geologi più stimati a livello nazionale, il capo del pool di consulenti, cui la procura ha affidato l´analisi delle cause e delle eventuali responsabilità dell´alluvione che ha colpito Sestri e il ponente di Genova. E´ Alfonso Bellini, componente della commissione di Via (Valutazione impatto ambientale regionale), che fu consulente della procura di Sanremo nel processo, che portò alla condanna di alcuni tecnici e funzionari per una devastante frana accaduta nella Città dei Fiori nel 1998. Ieri pomeriggio, Bellini assieme al pm Francesco Pinto (titolare del fascicolo con il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico), ad un ingegnere dei vigili del fuoco e al comandante dei carabinieri del Noe, a bordo di un elicottero dei vigili del fuoco hanno sorvolato Sestri, scattando numerose fotografie lungo i torrenti Chiaravagna e Molinassi, le aree maggiormente colpite. In mattinata il geologo aveva ricevuto in procura i quesiti cui dovrà rispondere entro 180 giorni. I magistrati vogliono prima di tutto una ricostruzione dell´evento piovoso e dei danni conseguenti, le cause dei fenomeni alluvionali e franosi in rapporto al pericolo per la pubblica incolumità. Altro quesito riguarda la prevedibilità di quanto accaduto. Strettamente correlato a questo aspetto è la richiesta di procedere ad un´analisi dello stato di avanzamento dei lavori nell´ambito dei piani di bacino, ovvero capire se gli interventi effettuati siano stati efficaci o se invece abbiano aggravato la situazione. Altro aspetto da sviscerare è se il rischio idrogeologico derivi da fattori naturali (la conformazione di argini e colline) o artificiali (la cementificazione selvaggia, lavori eseguiti non correttamente). Un altro punto fondamentale è studiare eventuali occlusioni o ostacoli nel corso dei torrenti. E in questo caso nel mirino c´è soprattutto il contestato palazzo di via Giotto a ridosso del Chiaravagna. Ai consulenti verrà chiesto anche di indicare eventuali opere e attività di enti e istituzioni, che avrebbero potuto evitare determinate conseguenze. Affiancheranno Bellini un ingegnere milanese specializzato in idrologia, Giampaolo Beretta, l´ingegnere strutturista Guido Sirolli e uno specialista in idraulica ancora da nominare. «E´ sicuramente un lavoro difficile e pesante perché dovremo analizzare la zona compresa tra il Polcevera e Cogoleto – spiega Alfonso Bellini -. Ma i quesiti sono molto precisi e questo aiuta il nostro compito. Dovremo effettuare i sopralluoghi in tempi brevi, vedere i luoghi prima che vengano risistemati. Inizieremo senz´altro dal Chiaravagna dove purtroppo c´è stata una vittima (l´operaio della cava di Panigaro Paolo Marchini, ndr)». Collaboreranno con i periti, sviluppando altri aspetti dell´inchiesta, anche i vigili del fuoco, la struttura della Protezione Civile e i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico. «La loro collaborazione sarà fondamentale – spiega Bellini – anche per gli spostamenti e i sopralluoghi. Io ho scattato alcune fotografie ma i carabinieri hanno realizzato un video che senz´altro ci servirà». Tra i primi passi dell´inchiesta ci sarà anche l´acquisizione di documentazione presso enti e istituzioni.

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