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La privacy adesso fa cassa Riscosse sanzioni per 3 mln

La privacy fa cassa. Tenendo conto anche del primo semestre 2010, sono più di 3 milioni di euro le sanzioni già riscosse. Questo l’effetto delle maxi sanzioni introdotte dal decreto Milleproroghe n. 207/2008, segnalato dal Garante della Privacy, che ieri ha presentato la relazione sull’attività svolta nel 2009. Una attività che si è svolta su più fronti e che per il futuro è concentrata su Internet e sui motori di ricerca (per esempio i servizi di google). Vediamo in sintesi i numeri dell’autorità presieduta da Francesco Pizzetti. I provvedimenti adottati nel 2009 sono stati circa 600. Gli uffici hanno dato risposta a circa 4 mila tra quesiti, reclami e segnalazioni (su telefonia, credito, centrali rischi, marketing, videosorveglianza, in-ternet, assicurazioni etc.). I ricorsi presentati al Garante sono stati 360 (in maggioranza relativi a banche e finanziarie, attività di marketing, datori di lavoro pubblici e privati, amministrazioni pubbliche), in leggero aumento rispetto al 2008. L’authority ha reso 18 pareri al Governo e al Parlamento (in materia di tutela della salute, informatizzazione e banche dati della pa., attività di polizia, giustizia, formazione). Nel capitolo ispezioni si contano oltre 400 indagini. I controlli hanno riguardato numerosi settori: in particolare, gli operatori telefonici, le strutture sanitarie pubbliche e private, i sistemi di videosorveglianza, il sistema della fiscalità, le società di marketing. Le violazioni amministrative contestate, compreso il primo semestre 2010, sono più di 600: una parte consistente ha riguardato le attività promozionali indesiderate, l’attivazione di servizi non richiesti e le strutture sanitarie pubbliche e private. Le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria nel 2009 sono state 43. L’attività di relazione con il pubblico ha fatto registrare nel 2009 oltre 34 mila tra contatti telefonici ed e-mail esaminate, in particolare riguardo al marketing, alle telefonate e i fax pubblicitari. Quanto ai provvedimenti di maggiore spessore sono state approvate due importanti Linee guida sul Fascicolo sanitario elettronico e sui referti online. Nella sua relazione il presidente Pizzetti, oltre a riferire dell’attività svolta, ha prefigurato i campi di intervento, mettendo in evidenza i problemi della rete, di internet e dei social network, rilevando che «nella realtà virtuale gli istituti giuridici tradizionali e gli stessi principi della protezione dati sono messi a dura prova». Ad esempio quanto al diritto di ottenere la non reperibilità dei propri dati quando non c’è interesse pubblico attuale a conoscerli (cosiddetto diritto all’oblio): un diritto difficilissimo da far valere sulla rete. Allo stesso modo la privacy è stressata dalle potenzialità offerte dai motori di ricerca «che per loro natura non hanno limiti alla cattura e utilizzo di dati personali» Quanto ai social network, in particolare, Pizzetti ha messo in evidenza le difficoltà di verificare, anche al fine di una loro tutela, l’età degli utenti che accedono alla rete e la loro capacità giuridica. Dito puntato anche nei confronti della difficoltà di conciliare la messa in rete di informazioni pubbliche per le quali è previsto un termine massimo di pubblicità, con la difficoltà, oggi quasi insormontabile, di garantire che sulla rete questi dati possano essere cancellati con certezza alla scadenza del tempo previsto. Sul punto si aggiunge che dall’1/1/2011 è prevista la partenza del cosiddetto albo pretorio online per tutte le p.a. (l. 69/09, art. 32), con la concreta possibilità di una amplificazione del rischio segnalato da Pizzetti, considerato che in rete dovranno essere diffusi gil atti e provvedimenti amministrativi destinati alla pubblicazione.

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