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La Commissione Ue lancia un attacco contro le buste di plastica “light”

Offensiva della Commissione europea per ridurre l’inquinamento provocato dalle buste di plastica più leggere, spesso usate una sola volta e che finiscono soprattutto in mare. L’esecutivo Ue ha deciso di lanciare il 4 novembre scorso una proposta che richiede agli Stati membri di ridurre il loro impiego, dandogli la scelta su quale misura adottare, come una tassa, target nazionali di riduzione o un divieto. Un’ipotesi che potrebbe tirare fuori l’Italia da una procedura d’infrazione ancora aperta proprio per il divieto di uso delle buste di plastica non biodegradabili. 
“Stiamo intervenendo per risolvere un problema ambientale molto serio e decisamente visibile” spiega il commissario Ue all’ambiente, Janez Potocnik. “Ogni anno oltre 8 miliardi di buste di plastica finiscono per diventare immondizia in Europa, provocando un enorme danno ambientale” – afferma Potocnik, secondo cui seguendo l’esempio di alcuni Paesi virtuosi, l’Ue potrebbe ridurre dell’80% l’impiego di sacchetti di plastica. 
Gli italiani risultano fra i maggiori inquinatori, considerando che ogni anno impiegano in media 181 buste di plastica “usa e getta”, contro una media europea di 175, mentre i più morigerati sono danesi e finlandesi, che si fermano appena a quattro. Nel 2010 si stima siano stati 98,6 miliardi i sacchetti di plastica immessi sul mercato dell’Unione europea, sia monouso che multiuso, con una media di 198 buste impiegate ogni anno a testa.

(Fonte: Ansa)

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