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Iuc-Tasi, su aliquote e detrazioni confronto ancora aperto

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Maggioranza e Governo ancora al lavoro ieri sulle modifiche alla Tasi. Il nodo dell’aumento delle aliquote non può dirsi certo sciolto, per ora è fermo all’ipotesi di incremento di mezzo punto del tetto massimo dell’aliquota Tasi sia per l’abitazione principale che per gli altri immobili. Anche se non sono ancora esclusi ulteriori colpi di scena, come il congelamento del prelievo su seconde case e altri fabbricati al valore massimo attuale del 10,6 per mille, richiesto in particolare dal Nuovo centro destra. E non c’è una decisione finale nemmeno sullo strumento legislativo: già oggi il Governo potrebbe presentare un emendamento al decreto-legge Imu-Bankitalia che sbarca in Senato oppure si parla di un nuovo decreto-legge.

Attualmente le aliquote sono fissate al 2,5 per mille per la prima casa e al 10,6 per mille (come somma di Tasi e Imu) sulle altre abitazioni. Nelle settimane scorse era emersa l’ipotesi concreta di concedere ai sindaci un margine dell’uno per mille in più per entrambe le tipologie: si sarebbe così arrivati rispettivamente al 3,5 e all’11,6 per mille. Ora l’Esecutivo si è invece attestato su una posizione intermedia: tetto del 3 per mille per le abitazioni principali e dell’11,1 negli altri casi.
L’obiettivo dell’intervento è quello di dare ai comuni la possibilità di rimodulare l’imposta, reintroducendo le detrazioni che potrebbero anche non essere uguali per tutti i contribuenti (come avveniva con l’Imu), ma differenziate per favorire i contribuenti meno agiati, non previste nell’attuale disciplina della Iuc (imposta unica comunale) appena varata con la legge di stabilità.
Come ha ricordato ieri il Ministro degli affari regionali e autonomie locali Graziano Delrio “Le detrazioni sono decisive e vanno fatte”. La misura comporterebbe un aumento dell’imposta per coloro che non beneficeranno delle detrazioni anche se il Governo punta a non far crescere la pressione fiscale complessiva proprio ora che ha promesso un taglio delle tasse nel 2014.
Anche perché se così non fosse, al di là delle proteste dell’opposizione, si farebbe molto difficile la posizione del Ncd di Angelino Alfano, paladino della lotta anti-tasse.

Dal partito di Alfano, infatti, continuano ad arrivare richieste per un mantenimento dell’attuale limite del 10,6 su seconde case e altri fabbricati.
In questo senso si sono espresse ieri anche Ance e Confedilizia. L’associazione dei costruttori, paventando un sostanziale ritorno dell’Imu, chiede al Governo di “evitare una nuova stangata sulla casa”. Confedilizia vorrebbe che la scadenza della Tasi (attualmente in realtà affidata ai comuni) venisse rimandata a giugno, per permettere una ulteriore verifica di tutta la materia.

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