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Iuc 2014, in arrivo il decreto con le istruzioni

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Iniziano a emergere i primi dettagli sulla Iuc 2014, la supertassa che sostituirà, in un colpo, Imu e Tares, almeno nelle accezioni più note, quelle per le prime case. Si stanno scaldando i motori, infatti, per il debutto della nuova service tax e, così, emergono alcuni particolari imprevisti. Uno su tutti, non specificato nella legge di stabilità 2014 che ha tenuto a battesimo la nuova imposta, è quello del bollettino precompilato.

È atteso a giorni il decreto che dovrebbe specificare tutte le applicazioni e le caratteristiche della Iuc, la nuova imposta unica sugli immobili, approvata dopo un anno di battaglie sulla fiscalità immobiliare, in legge di stabilità.

LA NUOVA IUC
Dalla Tares all’Imposta Unica Comunale: cosa cambia dal 2014

Claudio Bentivegna
Antonio Cantalupo

€ 44,00 Iva assolta

Secondo le prime indiscrezioni sul provvedimento che dovrebbe togliere definitivamente il velo dalla tassa più attesa del 2014, il comune, ente riscossore del tributo, potrà decidere sulle modalità di pagamento, che potrà essere effettuato anche tramite bollettino precompilato da versare all’ufficio postale.

Questa opzione, se concretizzata, potrebbe portare con sé un potenziale di disturbo per i contribuenti, tenendo conto del fatto che, all’interno della Iuc, sono comprese ben tre diverse imposte, l’Imu ancora in vigore su seconde case e abitazioni di lusso, la Tasi che prenderà il posto dell’Imu prima casa e la Tari che sostituisce la Tares sui rifiuti.

Il coinvolgimento degli uffici postali, dunque, potrebbe portare, addirittura, all’affidamento del compito direttamente alle Poste, per la stampa e la preparazione dei bollettini precompilati, con l’effetto di generare un possibile caos, tra contribuenti che non sapranno a chi rivolgersi in caso di richieste e la società delle Poste che si troverebbe in capo a responsabilità non proprie.

Queste, comunque, le parole che dovrebbero apparire nel decreto di applicazione sulla Iuc 2014: ““Il Comune può richiedere a Poste italiane l’integrazione dei bollettini prestampando l’importo del tributo”: toccherà, insomma, all’ente locale stabilire se fornire ai contribuenti i bollettini precompilati o, addirittura, chiedere agli stessi cittadini di procedere al conteggio in autonomia, un po’ come già avvenuto con la mini Imu, con tutte le conseguenze ben poco piacevoli del caso.

Insomma, al Governo sembrano non avere imparato la lezione. Anche sulle date, ricordiamo che, secondo comunicazione ministeriale, verrà lasciata piena libertà ai Comuni di definire le scadenze di pagamento per Tasi e Tari, con il rischio, già riscontrato, di vedere moltiplicate le date un po’ su tutto il territorio. Sicuramente, per ogni comune, le rate saranno due a scadenza semestrale, fermo restano la possibilità di pagare in un’unica rata entro il 16 giugno.

 

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