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Istat, via al federalismo statistico. Costerà 128 mln

Prove tecniche di federalismo statistico: è uno slogan che si adatterebbe alla perfezione al sesto censimento agricolo, il primo che l’Istat conduce, di fatto, attraverso una piena integrazione operativa con regioni, province e comuni, spendendo 128 milioni e 500 mila euro, 3 euro per ogni cittadino adulto. Questi soldi andranno a remunerare il rilevamento delle circa 2,1 milioni di schede previste (sono questionari con 600 possibili risposte!) con 35,75 euro a scheda e i costi organizzativi complessivi, da cui naturalmente gli enti locali oltre a pagare i rilevatori dovranno coprire i propri costi. I rilevatori, sguinzagliati sul territorio a partire dal 24 ottobre prossimo, saranno 12 mila, reclutati in periferia dagli enti coinvolti, con il coordinamento, secondo le linee-guida e con la formazione pilotata dall’Istat (3-4 giorni per rilevatore). Attraverso la cosiddetta «geometria variabile», il Piano nazionale del censimento verrà integrato con i singoli piani regionali, per prevenire le forti differenze ambientali, sociali e strutturali che sussistono all’interno del territorio agricolo nazionale, per cui ovviamente rilevare aziende di aree produttive e ben monitorate come quelle delle regioni del Nord presenta difficoltà inferiori rispetto alla rilevazione delle strutture agricole nelle aree a forte intensità malavitosa del Sud Italia. Ma, come dire: l’Istat non deve giocare all’antimafia né al vecchio west, e non è mai capitato a memoria di funzionario che un rilevatore venisse malmenato o respinto (semmai mandato a quel paese in malo modo, ma senza danni) neanche nelle zone più refrattarie all’intervento di tutto quanto sa di stato. Nel lungo lavoro di preparazione l’Istat, presieduto da Enrico Giovannini, non ha rilevato, tra le regioni, differenze d’impegno e di risorse riconducibili alla colorazione politica delle forze di governo locale: tra gli enti più attivi c’è senz’altro la regione Lombardia, dove la Lega conta molto, ma anche l’Emilia Romagna, che leghista non è. In generale, il Nord anche su questo terreno si muove meglio. Maglia nera per poca efficienza, la Puglia. Il federalismo statistico non è però l’unica novità di questa edizione del censimento agricolo. L’altra, cruciale, consiste nel metodo nuovo adottato per preparare la mappa delle aziende da censire, che i rilevatori non andranno a cercare al buio, ma rintracceranno sul territorio partendo da elenchi preparati in base alle banche dati disponibili nelle varie amministrazioni pubbliche: l’archivio dell’Agea (Agenzia pagamenti contributi comunitari, l’anagrafe zootecnica, l’archivio amministrativo delle dichiarazioni vitivinicole, più fonti generali quali Camera commercio, Catasto, Agenzia delle Entrate). Per l’assioma della privacy, però, la strada dei dati raccolti dai rilevatori sarà a senso unico, cioè i rilievi statistici individuali non potranno essere restituiti, corretti, agli archivi di base dai quali provenivano: questo perchè le finalità del censimento sono, appunto, statistiche e non di accertamento anagrafico, catastale o peggio tributario. Per questa stessa ragione non avrà senso, per l’impresa agricola, manipolare i dati per difetto, contro il fisco, o per eccesso, a fini contributivi: semplicemente perchè i dati individuali non saranno utilizzati. Inoltre, questa sesta edizione del censimento dell’agricoltura sarà l’ultima impostata nella cadenza decennale tradizionale. In futuro, ci saranno aggiornamenti costanti a campione, incroci cadenzati dei dati di tutti gli archivi informatici rilevanti, controlli e riscontri sui casi dubbi, ma non più censimenti nazionali a tappeto. Naturalmente il censimento sarà l’occasione per aggiornare la misurazione dell’economia sommersa, che nel caso dell’agricoltura arriva (ma è così da trent’anni…) all’imbarazzante quota del 30 per cento. E per essere sicuri che non sfuggano aree ulteriori di nero, dopo la prima sistematizzazione dei dati raccolti si procederà ad indagini post-censuarie mirate che permetteranno, in molti casi, di aggiustare il tiro.

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