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“Innovazione e mobilità”, un premio a Sirio

Bologna mette in discussione quello che in Europa è oggetto di premi e ammirazione. «Sirio», la telecamera più odiata e osteggiata sotto le due torri, ha conquistato, assieme a «Rita», ai fittoni mobili, ai semafori «intelligenti» e alle altre tecnologie applicate al traffico, il premio «Civitas 2010» primeggiando sul tema del-l’innovazione tecnologica rivolta alla mobilità. Il riconoscimento, a cui concorrevano altri 180 centri, è stato bandito nell’ambito dell’ottava edizione del «Forum Civitas», appuntamento annuale della «Direzione generale trasporti dell’Unione europea» volto a premiare quelle città che più hanno introdotto novità nel traffico sfruttando le moderne tecniche di controllo e regolazione in automatico dei flussi. La targa è stata ritirata nella città svedese di Malmoe dal direttore del settore Mobilità Cleto Carlini. La vicenda sembra confermare il proverbio che nessuno è profeta in patria. «Sirio», dopo essere stato avviato durante la giunta di Sergio Cofferati dall’assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni, è al centro in questi mesi di continue battaglie per il suo ridimensionamento. Il tutto è partito in estate quando il commissario Anna Maria Cancellieri, cedendo alle pressioni dei commercianti, ha concesso di sperimentare lo spegnimento anticipato alle 18 del «vigile elettronico» che controlla gli accessi in centro. A esperimento chiuso gli stessi commercianti sono immediatamente ripartiti alla carica per avere altre deroghe nel periodo natalizio, mentre anche i candidati del centro sinistra si sono detti possibilisti sull’uso dello strumento. Insomma, quello che è piaciuto tanto all’Europa a Bologna appare precario e vissuto come un intralcio. Tutto questo dà anche la misura del salto culturale che separa il nostro Paese da quelli del resto del continente in cui i temi delle pedonalizzazioni dei centri storici sono ormai acquisiti e introiettati al contrario che da noi. Ma «Sirio» è solo il capofila del-l’innovazione premiata a Malmoe. Ai giudici è piaciuto l’insieme tecnologico di controllo del traffico che si basa anche sulla citata «Rita» a guardia delle corsie preferenziali, sui fittoni mobili che sorvegliano le zone interamente pedonali e sui semafori capaci di snellire le corse dei bus accendendo il verde o mantenendolo per più tempo.

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