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Infrazioni, le decisioni di marzo della Commissione UE

La Commissione europea ha adottato 139 decisioni, tra le quali 11 pareri motivati e 3 deferimenti alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Tra le principali decisioni adottate che riguardano l’Italia, si segnalano le seguenti:

Diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario: la Commissione deferisce alla Corte di giustizia l’Italia per il mancato rispetto della normativa dell’UE
La Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE per non aver recepito completamente la normativa dell’UE in tema di diritti dei passeggeri ferroviari. Il regolamento (CE) n. 1371/2007 sui diritti dei passeggeri ferroviari stabilisce diversi obblighi giuridicamente vincolanti per gli Stati membri e la sua applicazione era dovuta entro il 3 dicembre 2009.
L’Italia non ha ancora istituito un organismo ufficiale autorizzato a vigilare sulla corretta applicazione del regolamento nel suo territorio, né ha stabilito norme volte a sanzionare le violazioni della legislazione pertinente. Senza queste due misure necessarie, i passeggeri che si spostano in treno in Italia o dall’Italia verso altri paesi dell’UE non saranno in grado di far valere i loro diritti in caso di problemi durante il viaggio.
Leggi il comunicato integrale della Commissione UE

Diritti d’autore: la Commissione esorta l’Italia a rispettare la normativa dell’UE
La Commissione europea ha invitato l’Italia a rispettare la normativa dell’UE sulla protezione del diritto d’autore per i disegni e i modelli di cui all’articolo 17 della direttiva 98/71/CE sulla protezione giuridica dei disegni e dei modelli. Tale disposizione stabilisce che un disegno o modello protetto da un diritto su disegno o modello (ad esempio il disegno di un articolo d’arredamento) è ammesso anche alle tutele riconosciute dalle leggi sul diritto d’autore. L’obiettivo della disposizione è concedere una protezione di ampio spettro e complessiva al detentore di un diritto su un disegno.
Però la legge italiana esclude per 13 anni dalla protezione stabilita dalle leggi sul diritto d’autore i disegni e i modelli precedenti all’attuazione della direttiva in Italia. Ciò impedisce ai detentori di tali diritti di avvalersi dei vantaggi connessi al diritto d’autore per i loro disegni o modelli. Esiste già una sentenza della Corte di Giustizia dell’UE che definisce un periodo transitorio di 10 anni contrario al diritto dell’UE. Malgrado tale chiaro orientamento proveniente dalla Corte, l’Italia non ha adeguato la propria legislazione nazionale.
La richiesta della Commissione assume la forma di un parere motivato, che è la seconda fase di un procedimento d’infrazione. Se le autorità italiane non daranno seguito soddisfacente alla richiesta entro due mesi, la Commissione potrà adire al riguardo la Corte di giustizia dell’UE.

Ambiente: la Commissione chiede all’Italia di migliorare la normativa nazionale sulle valutazioni d’impatto ambientale
La Commissione europea ha chiesto all’Italia di provvedere ad allineare la normativa nazionale alle norme dell’UE sulle valutazioni d’impatto ambientale (VIA). Scopo di tali valutazioni è assicurare che l’autorizzazione dei progetti che possono avere notevole incidenza sull’ambiente sia preceduta da una valutazione in modo da informare la popolazione dei possibili effetti.
Le obiezioni della Commissione riguardano la definizione di “progetto” nella legislazione italiana, le disposizioni relative alla partecipazione del pubblico alle VIA e l’ampiezza di determinate categorie di progetti.
Una lettera di costituzione in mora è stata inviata nell’aprile 2009, seguita da una lettera di costituzione in mora complementare nel febbraio 2012. Se da un lato diverse osservazioni hanno trovato soluzione, resta irrisolta la maggior parte delle contestazioni della Commissione, in quanto i testi preparatori presentati finora dall’Italia sono insufficienti a porre termine alla violazione o sono ancora nella fase di stesura.
La Commissione invia pertanto un parere motivato. Se l’Italia non si attiverà entro due mesi il caso potrà essere deferito alla Corte di Giustizia dell’UE.

(Fonte: Dipartimento politiche europee)

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