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In aula 1.700 emendamenti Oggi il «maxi» e la fiducia

ROMA – La manovra correttiva da 24,9 miliardi approda oggi all’esame dell’aula del Senato corredata da circa 1.700 emendamenti. Proposte destinate però a cadere già oggi quando il governo formalizzerà all’assemblea la richiesta del voto di fiducia. Si lavora agli ultimi dettagli del maxiemendamento del relatore Antonio Azzollini, sul quale giovedì l’aula sarà chiamata al voto (non si esclude un eventuale anticipo a domani). Alle modifiche introdotte nell’esame in commissione bilancio si aggiungeranno alcune limitate novità da parte del relatore e del governo. Tra queste, l’emendamento annunciato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta che prevede il raddoppio, da 60 a 120, delle rate con le quali si verseranno le tasse in Abruzzo a partire dal prossimo anno (i pagamenti restano congelati fino al 20 dicembre). Per il resto, i giochi sono ormai sostanzialmente chiusi, e i residui margini di apertura nel-la trattativa con le regioni ( Umberto Bossi ha annunciato sul tema un incontro per domani con Giulio Tremonti) si giocheranno su altri tavoli. Votata la fiducia, il decreto passerà all’esame della Camera in una versione sostanzialmente blindata. La partita si chiuderà con un nuovo voto di fiducia il 27 o 28 luglio, a ridosso del termine ultimo di vigenza del decreto. «Noi del Pd- osserva il segretario Pier Luigi Bersani – abbiamo scritto dove andare a prendere i soldi e dove metterli in modo diverso. Ma se si avanti a colpi di fiducia e non si riesce mai a discutere, il problema diventa serio». Nel testo votato in commissione – denuncia l’opposizione con la capogruppo del Pd in commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni – è contenuta una sanatoria a favore di chi possiede illegittimamente reperti archeologici. Ipotesi smentita categoricamente da Azzollini: «Assolutamente no, non vi è alcun condono ». Assicurazione che non tranquillizza Wwf e Fai che chiedono al ministro dei beni culturali Sandro Bondi di rifiutare «con civile sdegno» l’emendamento firmato dal senatore Azzollini «che rischia di bruciare in un batter d’occhio l’intera storia della cultura paesaggistica ed ambientale in Italia». Dal Pd si prende atto della smentita di Azzollini, ma – replica Manuela Ghizzoni – si continuerà a vigilare «affinché qualche manina non inserisca l’archeocondono nel maxiemendamento». Con il decreto che si accinge a imboccare la curva finale, si mette in moto in contemporanea il convoglio per la messa a punto del bilancio 2011-2013, base di partenza per la nuova «legge di stabilità» (la vecchia Finanziaria). Entrambi i documenti arriveranno in Parlamento alla metà di ottobre. È il ragioniere generale dello stato, Mario Canzio a condensare in una ponderosa circolare inviata a tutti i ministeri le linee guida nella predisposizione dei singoli budget. La premessa è che anche in relazione al «contesto europeo», resta confermata l’esigenza di una «rigorosa azione di contenimento della spesa pubblica». Per dare concreta attuazione al taglio ” lineare” del 10% alle spese di propria competenza,contenuto nel decreto all’esame del Senato, i singoli ministeri dovranno indicare come conseguire tali economie di spesa anche rimodulando le uscite all’interno delle diverse ” missioni” e dei vari “programmi”. Accanto agli stati di previsione, ogni amministrazione dovrà far pervenire il budget triennale dei costi. Le previsioni di cassa (anch’esse su base triennale) dovranno essere formulate alla luce di una «corretta valutazione dei residui presunti», e per quel che riguarda il personale occorrerà tener conto «sia delle disposizioni attualmente vigenti in materia di assunzioni sia quelle concernenti le riduzioni di organico ». Le schede sulle proposte di previsione di bilancio dovranno essere trasmesse entro il 2 settembre agli uffici centrali di bilancio, che dovranno approvarli entro il 10 settembre.

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