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Imu o service tax la casa si pagherà

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Continua a tenere banco la questione Imu, nella fattispecie è proprio la rata di dicembre che crea le maggiori difficoltà visto il disaccordo che regna in merito fra Pd e Pdl. Ad ogni modo ci sono anche segnali positivi perché, al di là di questo nodo, ci sarebbe accordo sull’azzeramento totale del versamento di giugno e sul ricorso ad una nuova tassa unica, ossia la famigerata “service tax”.

Il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta (Pd), ha rinnovato la sua idea di anticipare già a fine 2013 (a dicembre) il decollo della service tax, in cui includere anche la Tares. Una proposta che affida ai comuni, che beneficerebbero di un allentamento del Patto di stabilità per 2 miliardi, il compito di calibrare la tassa unica (non una soppressione totale dell’imposta sull’abitazione principale, dunque) dopo il definitivo azzeramento del versamento di giugno, che al momento è semplicemente congelato.

Con il decreto in dirittura di arrivo per la fine di agosto sarà garantita una copertura per 2,4 miliardi  (una sinergia tra spending review e ridefinizione di certe accise) in alternativa alle anticipazioni di tesoreria impiegate dal Governo nella scorsa primavera. “L’obiettivo del Governo è innanzitutto di cancellare definitivamente la rata di giugno e di varare al più presto la nuova service tax”, dichiara Baretta aggiungendo: “La data di pagamento della nuova tassa sarà definita nella riforma stessa”.

Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ha ammorbidito le proprie posizioni; infatti ha dato un parere positivo “sull’agenda d’autunno” tratteggiata da Baretta ma invita il sottosegretario a “non giocare con i numeri”. E ribadisce che “l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa e fabbricati funzionali alle attività agricole deve essere strutturale e non riguardare solo il 2013”. Brunetta afferma che un’eventuale service tax deve assicurare “uno sgravio totale di tasse sugli immobili per 4 miliardi di euro. Il sottosegretario Baretta propone di dimezzare tale cifra, portandola a 2 miliardi. Non bastano per assicurare l’esenzione della prima casa e dei terreni e fabbricati agricoli dall’Imu ed evitare la maggiorazione sulla Tares”. Critico Enrico Zanetti (Scelta civica): andiamo verso un “clamoroso pasticcio”.

La prossima settimana, con ogni probabilità, metterà la parola fine all’Imu; infatti come ha confermato l’altro ieri da Vienna il premier Letta, verrà convocato il Consiglio dei Ministri che avrà il compito di cancellare la rata di giugno dell’Imu e indicare la data di partenza della service tax. Un provvedimento che, in caso di accordo fra le parti, potrebbe contenere anche il prolungamento della sterilizzazione dell’Iva (l’ulteriore stop all’aumento) dal 1° ottobre al 31 dicembre 2013. Rimane qualche incertezza sulla data del varo. Letta ha parlato del 28 agosto, anche se fino a ieri quella era la data indicata per la cabina di regia che avrebbe dovuto precedere il C.d.M. del 29 o del 30 agosto.

Nessun dubbio sul prossimo C.d.M.; sarà il 23 agosto ma non dovrebbe dare il via libera al decreto “salva precari” nel pubblico impiego. Sul testo, che è passato ieri in pre-Consiglio dei ministri, rimangono ancora alcuni punti da approfondire ed è probabile che venerdì il Governo si limiti ad un esame preliminare. A settembre, al massimo nella seconda settimana, dovrebbe invece vedere la luce il “decreto del fare 2″, già annunciato dal Ministro Flavio Zanonato, che potrebbe contenere anche un mini-pacchetto di liberalizzazioni.

Le misure scaturiranno dal lavoro dei due tavoli su assicurazioni e liberalizzazioni coordinati dal sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari, nati per l’attuazione dei decreti attuativi varati su questi temi dall’esecutivo Monti. Per la prossima settimana è già prevista una riunione al ministero per tirare le somme sulle misure da inserire nel decreto: certe quelle per contenere i costi dell’energia (carburanti compresi), possibili quelle su assicurazioni e altri settori.

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