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Grandi eventi, spese escluse dal Patto

Fuori dal patto di stabilità le spese per i grandi eventi. Ma solo se effettuate utilizzando i trasferimenti statali. Il che significa che i costi sostenuti dai comuni a valere sulle proprie risorse non potranno godere dello speciale trattamento previsto dal decreto legge n. 2/2010 (convertito nella legge n. 42/2010). A chiarirlo è un decreto della Ragioneria generale dello stato, firmato il 14 luglio e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Come da tradizione, il provvedimento fissa gli obiettivi programmatici del patto di stabilità interno per il triennio 2010-2012 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti ai sensi del dl 112/2008 (art. 77-bis, comma 14, del dl convertito nella legge 133/2008). I nuovi prospetti per la determinazione degli obiettivi dovranno essere trasmessi, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto del Mef sulla Gazzetta Ufficiale, utilizzando esclusivamente il sito www.pattostabilita.rgs.tesoro.it. In caso contrario gli enti locali saranno considerati inadempienti al patto di stabilità. Gli enti che invece hanno rideterminato i propri obiettivi compensandoli con quelli di altre amministrazioni della stessa regione, dovranno trasmettere i nuovi prospetti entro 15 giorni dalla modifica dei parametri. Il provvedimento passa in rassegna tutte le voci che vanno a comporre il saldo finanziario degli enti aggiornandole alla luce dei più recenti interventi normativi. A cominciare da quelli introdotti dal dl 2/2010 che ha equiparato gli interventi realizzati dagli enti locali per i cosiddetti «grandi eventi» (rientranti nella competenza della Protezione civile) a quelli derivanti dalle dichiarazioni di stato di emergenza. L’equiparazione, chiarisce la Ragioneria, porta a escludere dal Patto le entrate e le spese per i grandi eventi solo limitatamente ai trasferimenti erogati dallo stato. Non, quindi, quelle sostenute dal comune utilizzando le proprie risorse. Altro chiarimento riguarda i fondi dell’Unione europea. Non rientreranno nel saldo finanziario 2007, che costituisce la base di riferimento per il calcolo dell’obiettivo 2010, le risorse provenienti, direttamente o indirettamente, dall’Ue, nonché le corrispondenti spese correnti e in conto capitale. Il decreto del Mef precisa che l’esclusione delle spese opera anche se sono effettuate in più anni, purché l’ammontare complessivo non superi negli anni il totale delle risorse assegnate. Inoltre, prosegue il dm, «l’esclusione delle entrate e delle relative spese opera prescindendo dalla tempistica con cui sono effettuate e quindi indipendentemente dalla sequenza temporale con cui si succedono». In altri termini, «le esclusioni sono effettuate anche se le entrate avvengono successivamente alle spese o viceversa».

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