Questo articolo è stato letto 0 volte

Governance ad hoc per Roma

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo su Roma Capitale, che è approdato come d.lgs. 156/2010 sulla Gazzetta Ufficiale di sabato scorso. “La differenziazione del ruolo della Capitale d’Italia dagli altri comuni, motivata dall’essere sede degli organi costituzionali nonché di rappresentanze diplomatiche presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le Istituzioni internazionali, implica particolari profili di governance del territorio della città, in attuazione all’articolo 114, comma terzo, della Costituzione, che riserva a legge dello Stato il compito di definirne l’ordinamento”. È questa la motivazione nel comunicato finale del Consiglio dei Ministri che da’ conto del disco verde al decreto legislativo proposto dai Ministri dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti, delle riforme per il federalismo, Umberto Bossi, della semplificazione normativa, Roberto Calderoli, dei rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, e delle politiche europee, Andrea Ronchi, che in attesa dell’attuazione della disciplina delle città metropolitane detta norme transitorie per Roma Capitale. Sul testo, ricorda ancora la nota, è stata sancita l’intesa in sede di Conferenza unificata e sono stati acquisiti i pareri, integralmente recepiti, delle Commissioni parlamentari. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha precisato che “il decreto legislativo su Roma Capitale è stato approvato all’unanimità ed è un primo passo necessario e importante per fare in modo che la nostra città abbia una governance adeguata non solo al ruolo di Capitale d’Italia ma anche per il suo valore di città internazionale”. “Con questo decreto nasce l’Assemblea capitolina, il nuovo organo di Roma Capitale -ha proseguito Gianni Alemanno- Nel prossimo decreto legislativo saranno finalmente definiti i nuovi poteri di Roma Capitale d’accordo con Regione Lazio e Provincia di Roma”. Il sindaco di Roma ha inoltre precisato che “ora ci attendono due passi fondamentali. Il codice delle autonomie che completerà la questione del numero dei consiglieri e tutti gli altri aspetti legati alle città metropolitane”. “Sulla questione dei poteri -ha sottolineato Alemanno- sarà impostato un confronto e presto ci sarà un incontro con Renata Polverini e il Ministro Calderoli per cercare la massima intesa. Ringrazio l’opposizione e il Pd che ha appoggiato questo processo”. Il sindaco di Roma ha poi ricordato che “è stato confermato un tetto di 15 municipi, la possibilità per gli assessori di rientrare come consiglieri, se decadono dal loro incarico e la procedura d’urgenza dell’attività dell’Assemblea capitolina rispetto a determinati provvedimenti. Con il codice delle autonomie -ha sottolineato ancora- c’è l’impegno anche del Parlamento per fare in modo che ci sia una revisione dei consiglieri e degli assessori non solo per Roma, ma per tutte le città metropolitane. È impensabile che una città come Roma, con 2,8 milioni di abitanti, abbia lo stesso numero di consiglieri di una città con 200 mila abitanti”. “È un giorno di festa. È stato compiuto un passo avanti fondamentale per una città, Roma, che è un’anomalia positiva nella storia, un unicum per territorio, storia, ricchezza archeologica”, afferma il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. “Fino ad oggi Roma è stata privata della possibilità di avere una governance adeguata alla sua unicità. Grazie alla grande collaborazione e sinergia fra il Governo e l’amministrazione guidata dal sindaco Alemanno e grazie alla preziosa collaborazione dell’opposizione, oggi nasce finalmente la Quarta Capitale”. “L’approvazione unanime del Consiglio dei Ministri al decreto Roma-Capitale è l’ennesima conferma di un governo attento a produrre risultati concreti ed è un bel segnale proprio in occasione dei 150 dell’Unita’ d’Italia: conferire poteri speciali a Roma Capitale d’Italia nell’interesse del buon funzionamento e della valorizzazione di una città diventata metropolitana e dell’intero nostro sistema”, commenta il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. “L’abbraccio tra Calderoli e Alemanno è la dimostrazione plastica di come esista una maggioranza che sui contenuti riesce bene a trovare una sintesi. Ora rimane il passaggio del codice delle autonomie che dovrà completare la questione del numero dei consiglieri e puntualizzare altri aspetti delle città metropolitane e quello del confronto tra sindaco, presidente di Regione e Ministro Calderoli – conclude – per definire meglio poteri e deleghe”.

Le novità

ASSEMBLEA E GIUNTA CAPITOLINA – Gli organi di Roma Capitale sono l’assemblea capitolina, la giunta capitolina e il sindaco. L’assemblea è l’organo di controllo politico-amministrativo ed è composta dal sindaco e da 48 consiglieri che eleggono un presidente che convoca e dirige i lavori dell’assemblea. Il sindaco nomina i componenti della giunta capitolina (gli assessori) che possono essere al massimo 12 (un quarto dei consiglieri). È prevista l’incompatibilità tra ruolo di consigliere capitolino e assessore. La nomina ad assessore comporta la sospensione di diritto dall’incarico di consigliere e la sostituzione temporanea con un supplente (il candidato della stessa lista che ha preso tra i non eletti il maggior numero di voti). Il numero dei consiglieri viene ridotto da 60 a 48 dopo l’elezione successiva all’entrata in vigore del decreto.
STATUTO – L’assemblea capitolina approva a maggioranza qualificata il proprio statuto entro sei mesi dall’ insediamento. Nello statuto vengono anche indicati i criteri per l’adozione da parte della Giunta di una serie di regolamenti sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi.
CIRCOSCRIZIONI DIVENTANO 15 – Lo statuto disciplina i municipi di Roma Capitale, come circoscrizioni di decentramento, in numero non superiore a 15 favorendone l’autonomia amministrativa e finanziaria.
ORGANI CONTROLLO E CONSULTAZIONE CITTADINI – Lo statuto prevede forme di monitoraggio e controllo del livello dei servizi ai cittadini da affidare a organismi terzi. Sono previsti inoltre strumenti di partecipazione e consultazione, anche permanenti, per promuovere il confronto tra l’amministrazione di Roma Capitale e i cittadini.
PROCEDURA D’URGENZA – Per garantire il tempestivo adempimento degli obblighi di legge o per evitare l’omessa adozione di atti fondamentali di competenza dell’assemblea capitolina, il sindaco può richiedere che le relative deliberazioni siano sottoposte all’esame e al voto dell’assemblea con procedure d’urgenza.
SINDACO PUÒ ESSERE SENTITO DA CONSIGLIO MINISTRI – Il sindaco può essere udito nelle riunioni del Consiglio dei ministri all’ordine del giorno delle quali siano iscritti argomenti inerenti alle funzioni conferite a Roma Capitale.
DECRETO MINISTERO INTERNO STABILISCE STIPENDIO CONSIGLIERI – Il sindaco, il presidente dell’assemblea capitolina e gli assessori componenti della giunta capitolina hanno diritto di percepire una indennità di funzione, determinata con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Tesoro e sentita l’Assemblea capitolina.

Le polemiche

Ma non mancano reazioni polemiche. “È curiosa questa interpretazione del federalismo fiscale in senso “capitalista”. Si attua l’art. 114 della Costituzione su Roma capitale e si ignora l’art. 44 che prevede un’attenzione specifica alle realtà montane. Così si discriminano i cittadini, e si premiano i più forti”, commenta il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi, secondo cui “non c’è invece alcuna risposta sul versante degli oltre 4 mila piccoli comuni montani, dove la situazione è drammatica per i pesanti tagli della manovra economica, dove rischiano di scomparire i servizi essenziali e dove, per molti dipendenti delle comunità montane, lo stipendio non arriva da mesi. Mentre il Governo vara il decreto – continua Borghi – il sindaco di Poggiodomo, solo per citare un esempio, che è un piccolo paesino montano dell’Umbria, chiede alla regione di essere chiuso, o almeno accorpato, perché non ci sono più servizi: il medico due volte a settimana, l’ufficio postale aperto per quattro ore a settimana, e anche il parroco è andato via. Dopo l’azzeramento del fondo ordinario delle comunità montane disposto dalla finanziaria 2010 la situazione è davvero drammatica sui territori, e nonostante lettere e richieste di appello al Governo che l’Uncem continua a inviare, non arriva nessuna risposta. Se federalismo significa foraggiare le città metropolitane e azzerare i piccoli comuni senza alcuna attenzione alle specificità territoriali, ce lo dicano con chiarezza”.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>