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Gli interventi edilizi su un’’area vincolata necessitano anche dell’autorizzazione paesaggistica

Il TAR Campania pronunciando la sentenza n. 17/2016, afferma il divieto attuare opere edilizie in zone soggette a vincolo paesaggistico senza la relativa autorizzazione da parte dell’autorità competente. La violazione del divieto comporta la non una sanzione pecuniaria, ma la demolizione del manufatto abusivo, ai sensi dell’art. 27, comma 2, del d.P.R. 380/2001.

Il fatto 
Un floricoltore (“il ricorrente” d’ora in avanti) proprietario di un fondo, sul quale esercita la sua attività vivaistica, impugnava l’ordinanza con cui il dirigente del Comune, a seguito di un sopralluogo della Polizia Municipale in cui si riscontrava la realizzazione di lavori edili abusivi, ordinava di provvedere alla demolizione immediata degli stessi. 
Con un successivo sopralluogo venivano accertati ulteriori abusi, di cui con una seconda ordinanza il Comune ne intimava ancora la demolizione.
Il ricorrente proponeva l’annullamento dei suddetti provvedimenti da parte del TAR.

La decisione del TAR
Ad avviso del TAR il ricorso è infondato.
I giudici, rilevano che il ricorrente imposta le sue censure sull’erroneo presupposto che la motivazione del provvedimento impugnato sia di carattere “urbanistico”, senza tener conto che l’impugnata ordinanza è stata emessa per una motivazione di valenza esclusivamente “paesaggistica”, ai sensi dell’art. 27 comma 2 del D.P.R. 380/2001. Nell’ordinanza la locuzione “senza titolo abilitativo” è da intendere come riferita alla mancanza di autorizzazione paesaggistica, unico motivo posto a fondamento della stessa.

La norma rilevante
Art. 27 – D.P.R. 280/2001 
Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia
1. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale esercita, anche secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell’ente, la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia nel territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.
2. Il dirigente o il responsabile, quando accerti l’inizio o l’esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di edilizia residenziale pubblica di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi. Qualora si tratti di aree assoggettate alla tutela di cui al regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, o appartenenti ai beni disciplinati dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766, nonché delle aree di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, il dirigente provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa comunicazione alle amministrazioni competenti le quali possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, anche di propria  iniziativa. Per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, o su beni di interesse archeologico, nonché per le opere abusivamente realizzate su immobili soggetti a vincolo o di inedificabilità assoluta in applicazione delle disposizioni del titolo II del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, il Soprintendente, su richiesta della regione, del comune o delle altre autorità preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di 180 giorni dall’accertamento dell’illecito, procede alla demolizione, anche avvalendosi delle modalità operative di cui ai commi 55 e 56 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
3. Ferma rimanendo l’ipotesi prevista dal precedente comma 2, qualora sia constatata, dai competenti uffici comunali d’ufficio o su denuncia dei cittadini, l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di cui al comma 1, il dirigente o il responsabile dell’ufficio, ordina l’immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino all’adozione dei provvedimenti definitivi di cui ai successivi articoli, da adottare e notificare entro quarantacinque giorni dall’ordine di sospensione dei lavori. Entro i successivi quindici giorni dalla notifica il dirigente o il responsabile dell’ufficio, su ordinanza del sindaco, può procedere al sequestro del cantiere.
4. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti  gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all’autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti.

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