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Finanziaria, pochi sorrisi

La proroga dell’eco-bonus al 55% per le ristrutturazioni edilizie avverrà spalmando la detrazione fiscale in 10 anni. La proposta di modifica a firma del relatore al d.d.l. stabilità, Marco Milanese, è stata presentata in Commissione bilancio alla Camera. Intanto sono in dirittura anche fondi per i parchi, grazie a un emendamento ad hoc alla manovra. Tra le altre modifiche va segnalato che è stata inserita (nel fondo per interventi vari da 800 milioni) la possibilità di intervenire per i malati di Sla. Non è però ancora nota la cifra messa a disposizione. Soddisfatta l’opposizione, con Pierpaolo Baretta (Pd) che spiega come l’emendamento sul 55% sia “un passo in avanti: un successo della nostra iniziativa anche perché si è tornati a parlare del 55% e non più del 41%. Oltretutto la ‘spalmatura’ su 10 anni ha anche i suoi pro: alcune categorie, magari in difficoltà, possono recuperare con più tempo”. La proroga delle ristrutturazioni edilizie eco-compatibili costerà 252,6 milioni nel 2012 mentre le maggiori entrate fiscali ammontano a 150 milioni nel 2011. La stima è contenuta nella relazione tecnica che accompagna l’emendamento al d.d.l. stabilità, presentato dal relatore Marco Milanese. L’Anci si aspetta che anche l’emendamento che consente al comparto dei comuni di utilizzare i risparmi che derivano dall’estensione ai comuni commissariati delle nuove regole del patto di stabilità sia accolto e fatto proprio dal Governo”. Così l’associazione dei comuni commenta la notizia della presentazione dell’emendamento sull’ecobonus. “Si tratta di risorse che stanno nel comparto dei comuni e che non possono essere distratte per altre finalità – spiega l’Anci – Un’eventuale valutazione negativa su questo emendamento, da parte del relatore, non troverebbe giustificazioni né economiche né finanziarie in quanto l’emendamento proposto dall’Anci non ha bisogno di alcuna copertura. Al contrario consentirebbe ai comuni di applicare una nuova regola di stabilità, nel 2011, più sostenibile, evitando che una parta delle città debba ridurre la spesa in misura esorbitante”. E per finire l’ambiente. I parchi saranno salvati con uno un emendamento in cui è previsto uno stanziamento di 35 milioni all’anno per tre anni. A dirlo il Ministro dell’ambiente e tutela del territorio Stefania Prestigiacomo, in audizione in Commissione ambiente al Senato. Altri 5 milioni in più, annuncia, sono previsti per l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Con quanto previsto da questo emendamento, prosegue il Ministro, le strutture dei parchi vengono “messi in sicurezza” per consentire loro di “lavorare serenamente per il futuro”. In ogni caso, afferma Prestigiacomo, “resta urgente mettere mano alla legge sui parchi, anche perché‚ in futuro i fondi saranno sempre meno”. Secondo il Ministro “dovremmo inventarci qualcosa per metterli a reddito, altrimenti il problema lo avremo ogni anno dal momento che le risorse pubbliche scarseggiano” e che “dovremmo aumentare i parchi al 2020” perché è quanto richiesto da Nagoya.
Il voto finale della Camera sulla legge di stabilità arriverà con ogni probabilità nella giornata di domani, senza ricorso al voto di fiducia. Lo hanno confermato i capigruppo di Montecitorio, al termine della lunga seduta di ieri, sul calendario delle ultime due settimane di novembre, sottolineando che “il voto finale – ha detto in particolare il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto- si terrà sicuramente entro venerdì e molto probabilmente venerdì”. Una formula per non escludere del tutto la possibilità, sia pure ritenuta difficilmente praticabile, di un voto finale già stasera.
Intanto le regioni lanciano al Parlamento il loro allarme: trasporto pubblico locale e servizio sanità sono realmente a rischio per i tagli contenuti dalla manovra del Governo di luglio. Ma nessuno spiraglio per modificare la finanziaria sembra aprirsi.
Anche se dai gruppi parlamentari di maggioranza, le autonomie trovano disponibilità e ascolto e dall’opposizione vengono presentati emendamenti al testo. È il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, al termine dell’incontro con la delegazione guidata da Vasco Errani, a sintetizzare la situazione. “Non ci sono proprio i margini tecnici per modificare il maxiemendamento” al d.d.l. di stabilità, dice Marco Reguzzoni e aggiunge: anche per la Lega il tema del trasporto pubblico locale è una priorità da mettere al primo posto, ma “non sta a me dire da un punto normativo” come affrontare, se con un decreto, la questione che le Regioni pongono. La riunione, in ogni caso, “è stata positiva e costruttiva. Abbiamo ascoltato le esigenze rappresentate a cui in parte è stata data risposta con il maxiemendamento. Vediamo che cosa si può fare. C’è disponibilità all’ascolto e a lavorare insieme sia su aspetti contingenti, come il tpl, che su aspetti strutturali come il federalismo”, che fa da sfondo alle richieste delle Autonomie. Di federalismo e scambio “molto utile” parla il presidente della ‘Bicameralina’, Enrico La Loggia, che ha preso parte all’incontro. “Verificheremo alcune proposte che possono ulteriormente migliorare i decreti attuativi”, dice. La Loggia ipotizza anche l’utilizzo, da parte della Commissione, dello strumento ‘parere’ per inserire le osservazioni delle regioni, dopo aver verificato dati e cifre con il Governo e rassicura che il federalismo, in ogni caso, non è a rischio. Le regioni “vogliono porre un problema concreto” ha detto ai giornalisti Vasco Errani arrivando a Montecitorio. “Con i tagli, al trasporto pubblico locale e alla sanità in primo luogo, non siamo più in grado di garantire” i servizi essenziali ai cittadini. “Non stiamo ponendo una questione sindacale e non stiamo dicendo che non vogliamo fare uno sforzo per ridurre la spesa pubblica”, aveva aggiunto per ribadire al termine del pomeriggio trascorso ad incontrare i gruppi parlamentari, l’insostenibilità della manovra di luglio.

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