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Federalismo, strategia in due mosse

Si gioca su due fronti il lavoro di ricomposizione della riforma federalista, dopo il no del Presidente della Repubblica alla promulgazione del decreto sul fisco municipale. Innanzitutto dovrebbe essere convocato già per domani l’ufficio di presidenza della Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, presieduta da Enrico La Loggia. All’ordine del giorno c’è la pianificazione dei lavori dell’esame del decreto sul fisco regionale sul quale la Commissione dovrà esprimere il parere entro il 7 marzo prossimo. Secondo quanto emerso, la riunione potrebbe rappresentare anche la prima occasione per avviare un confronto tra le forze politiche sulla composizione della Commissione, dopo che la maggioranza ha chiesto un riequilibrio alla luce del ‘pareggio’ fatto registrare la scorsa settimana sul decreto legislativo sul federalismo municipale. “La composizione della Bicamerale non è il nodo del federalismo municipale e questo Calderoli lo sa bene. Gli diciamo di non perdere il suo tempo ma di guardare ai contenuti del decreto è lì che trova la soluzione. Sa anche bene che il Pd è pronto a collaborare costruttivamente e che solo con noi può scrivere una riforma che rafforzi davvero le autonomie”, ha detto in proposito Francesco Boccia, deputato Pd e componente della Commissione bicamerale per l’attuazione del Federalismo.
Secondo punto della strategia della maggioranza: Umberto Bossi salirà al Quirinale per incontrare Giorgio Napolitano dopo il no al d.lgs. ma il leader della Lega nord non lo farà oggi, Come ha assicurato il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, in un’intervista rilasciata a SkyTg 24. “Andremo dal presidente della Repubblica, ma non domani (oggi, ndr)”, ha detto Calderoli smentendo la possibilità di un faccia a faccia con Napolitano in agenda a brevissimo: “Questo se lo sono inventati alcuni giornali”. Da Calderoli anche parole di apprezzamento per il Capo dello Stato: “Noi abbiamo sempre tenuto in grande considerazione il presidente della Repubblica, periodicamente andiamo con Bossi ad aggiornarlo sul cammino delle riforme”. Calderoli ha anche parlato degli scenari del governo. È stata “una scelta di buon senso” quella di Umberto Bossi che nonostante la bocciatura di Napolitano al decreto legge sul federalismo municipale, ha rinunciato a staccare la spina decidendo di continuare a sostenere l’esecutivo, ha detto. “La lega – ha spiegato il ministro – insegue il federalismo da 30 anni”. E anche se dopo il no di Napolitano, “la procedura allungherà i tempi di uno e due settimane”, secondo Calderoli, “ragionevolmente tra il federalismo municipale e il passaggio successivo sull’imposizione di Province e Regioni, passeranno un paio di mesi, dopodiché la riforma avrà un suo quadro generale”. Insomma, la convinzione di Calderoli è che, nonostante gli intoppi di questi giorni, il federalismo fiscale sarà approvato, anche se con qualche mese di ritardo rispetto alla tabella di marcia prestabilita: “Dopo 30 anni di battaglie, la spinta di Bossi ad andare avanti due mesi in più per portare a casa il risultato, è una scelta di buon senso”.

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