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Europa: possibile un futuro più verde, ma la strada è ancora in salita

L’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha presentato martedì scorso al Parlamento europeo la quarta edizione del rapporto dell’attuale stato di salute dell’ambiente europeo e sulle azioni da mettere in campo per garantire il suo sviluppo futuro. Nel contesto della presentazione del SOER 2010 il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha ricordato: “L’Europa deve iniziare la sua transizione verso un futuro verde”, sottolineando anche come, nonostante gli sforzi messi in campo dall’Unione europea per diminuire le proprie emissioni di CO2 “la strada per un futuro verde è ancora tutta in salita”.
Malgrado progetti come “Natura 2000”, la principale normativa per la protezione delle specie e delle aree verdi, l’UE ad oggi deve ancora assistere ad una incessante perdita di habitat e ad uno smisurato sovra-sfruttamento delle risorse e del territorio, tali da non riuscire a limitare la perdita di biodiversità. Inoltre nelle aree urbane è crescente la preoccupazione per la salubrità delle condizioni di vita e di lavoro, a causa dell’esposizione degli abitanti agli agenti chimici ed inquinanti. “La qualità dell’acqua che beviamo, del cibo che mangiamo, dell’aria che respiriamo… tutto questo ha effetto sui nostri cittadini. Non esistono soluzioni semplici, dobbiamo fare di più contro il cambiamento climatico. L’UE dovrebbe aumentare al 30% il suo obiettivo di riduzione delle emissioni, come è stato chiesto la settimana scorsa da una nostra risoluzione”, ha affermato Buzek. “Dovremmo utilizzare questo rapporto come linea guida – ha aggiunto Joke Schauvliege, ministro dell’ambiente per la presidenza belga – Queste sfide sono un’opportunità per innovare e dare un contributo decisivo per un’economia più verde e un’occupazione sostenibile”.

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