Questo articolo è stato letto 1 volte

Dopo due anni di taglio enti inutili tutti salvi

Una ventina di enti ce l’hanno fatta: si sono riorganizzati e hanno evitato di scomparire. È l’unica sicurezza. Il resto sono opinioni. Anche se dietro le deroghe, le interpretazioni delle tante norme che si sono succedute e sovrapposte, i diversi distinguo, un’altra certezza inizia a farsi strada: che nessun organismo è stato tagliato. Come dire, che di enti inutili in Italia non ne esistono. Ora che finalmente si possono tirare le fila dell’operazione taglia-enti iniziata più di due anni fa, il bilancio è sconfortante. Anche solo per l’impossibilità di dire con sicurezza cosa è accaduto. Eppure il 31 ottobre è scoccata l’ora finale di tutto il meccanismo messo in piedi con l’articolo 26 del decreto legge 112/2008, poi convertito nella legge 133. Il 1° novembre si sarebbe teoricamente potuta tracciare la linea e fare la somma degli enti soppressi e di quelli sopravvissuti. Invece, si conosce solo il numero di questi ultimi. Risultato paradossale per un progetto nato per tagliare e non per salvare. Sono 18 gli organismi che certamente restano in vita. Si tratta di quegli enti pubblici non economici con una dotazione organica superiore alle 50 unità che ? come imponeva una delle ultime versioni dell’articolo 26 ? hanno presentato il regolamento di riorganizzazione entro il 31 ottobre 2009 ed entro il 31 ottobre scorso sono riusciti a completare l’iter, ovvero a ottenere l’approvazione definitiva del provvedimento da parte del consiglio dei ministri, dopo il visto di consiglio di Stato e commissioni parlamentari. Altri 30 enti, che pure avevano presentato il piano di riorganizzazione entro i termini, alla fine del mese scorso non avevano però raggiunto il traguardo di palazzo Chigi. Dunque, su di loro dovrebbe essere già calata la ghigliottina. Tra gli altri, ci sono il Cai, l’Aci, gli enti parco, la scuola archeologica italiana di Atene. Il passaggio ? avvertono al ministero della Semplificazione, grande protagonista della prima ora e poi, vista forse la malaparata, sempre più defilato ? non è però così automatico. Ci sono, infatti, da considerare le deroghe (per esempio, il recente collegato lavoro ha sottratto alle scadenze del taglia-enti tutti gli organismi vigilati dal ministero del Lavoro e da quello della Salute), le norme da interpretare (come quella introdotta a fine 2009 dal milleproroghe, che ha voluto circoscrivere l’operazione di potatura “graziando” gli enti non inclusi nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione), l’intervento dell’ultima manovra estiva, che – quella sì – ha soppresso enti che avevano comunque in corso il processo di riorganizzazione. Con questi presupposti, nessuno è dunque riuscito a tenere il conto di quanto è accaduto. Così che anche il 31 ottobre è trascorso e si è al punto di prima. Con tutti gli enti al loro posto: quelli che si sono riorganizzati ? sul processo di riordino, tuttavia, il consiglio di Stato continua a nutrire riserve (si veda da ultimo Il Sole 24 Ore del 3 ottobre) ?, gli altri che si sono ristrutturati a metà, perché il regolamento è ancora in itinere, e, infine, gli organismi che non hanno fatto nulla. C’è un’ultima chance per capire cosa è successo in questi due anni e più: aspettare che fra tre mesi ogni ministero illustri alla Funzione pubblica e alla Semplificazione ? così come vuole la legge del 2008 ? la situazione degli enti vigilati. Ma c’è da scommettere che anche quella scadenza passerà in sordina.

I NUMERI

Il tempo
L’operazione taglia-enti per essere completata ha richiesto più di due anni, da quando è stata varata a giugno 2008 con il decreto legge 112, che è poi stato oggetto di proroghe e modifiche.

Riorganizzati
Sono 18 gli enti che hanno la certezza di essere sopravvissuti al taglia-enti perché è stato concluso nei termini (31 ottobre scorso) l’iter del regolamento che ne prevede la riorganizzazione.

Nel limbo
Sono 30 gli enti il cui regolamento di riorganizzazione non è arrivato in porto entro il 31 ottobre. Ma non si può dire con certezza che su di loro cadrà la ghigliottina.

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>