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Discariche abusive ancora in crescita

A Reggio Calabria città, associazioni e partiti si sono rivolti al prefetto Luigi Varratta, ponendo in evidenza le drammatiche difficoltà nella pulizia delle strade, anche per le numerose mensilità mai corrisposte agli operatori della società mista Leonia. Il malcontento per i cumuli d’immondizia ha attraversato Condofuri (sul cui territorio, pure, ricade in parte il travagliato impianto di Casignana) e altre località del Basso Jonio, squassato Locri, Ardore e altri centri locridei. Paradigmatica la vicenda di Caulonia: il sindaco Ilario Ammendolia è stato denunciato insieme al dirigente comunale Giuseppe Commisso per l’utilizzo di una discarica abusiva da 5mila metri quadrati che trattava anche rifiuti speciali, poi sequestrata. Il Comune dell’Alto Jonio reggino si sarebbe servito dell’impianto benché le autorità sanitarie non avessero rilasciato le autorizzazioni di rito e in questo senso lo stesso primo cittadino Ammendolia aveva emanato apposita ordinanza (la n. 15 del 23 marzo scorso). Dal canto suo, l’interessato rifiuta di «fare la pecora mansueta» e sottolinea d’aver fatto ricorso alla discarica abusiva solo per impedire roghi notturni, nocivi per la salute dei residenti e il decoro del territorio cauloniese, peraltro per conferimenti di portata “trascurabile” e puntualmente segnalati alle autorità attraverso l’adozione di atti motivati. In realtà, sono tante da non poterle neanche contare le discariche abusive a cielo aperto allestite per levare i sacchetti dalle pubbliche vie, per non parlare dei nocivi roghi di spazzatura. Vari i punti di tensione anche nella Tirrenica reggina, non ultima Gioia Tauro visto che il Commissario vuol consolidarvi la seconda via dell’inceneritore unico Tec-Veolia. Per servire meglio la provincia di Reggio, si spera che possa bastare l’ampliamento della discarica di Melicuccà mentre per l’impianto di Siderno è allo studio una discarica di servizio.

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