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Corte dei conti: altro che stabilità, bonus 80 euro e taglio Irap mangiati dalle tasse

La legge di stabilità non convince proprio per niente la Corte dei conti, che nel rapporto “Le prospettive della finanza pubblica dopo la legge di stabilità, inviato al Parlamento esprime tutte le sue perplessità evidenziando diversi difetti della finanziaria di @matteorenzi.

Prima di tutto, le incertezze sono legate alla spending review e dai rischi corsi dagli dal bonus 80 euro e dal taglio dell’Irap. Il bonus 80 euro per il Governo Renzi è un pilastro da consolidare, ma il suo effetto sui redditi, avverte la Corte, potrebbe essere vanificato da un aumento delle tasse dilazionato nel tempo.

Secondo la Corte dei Conti, a serio rischio ci sarebbe anche, come premesso, il taglio dell’Irap paventato dall’Esecutivo. Un disastro, quindi? Non proprio, perché oltre alle preoccupazioni la Corte nella sua relazione ha anche profuso un timido ottimismo sul buon esito delle riforme considerando alcuni fattori europei:

  • il calo del prezzo del petrolio;
  • il Quantitative easing della Bce;
  • la spinta alle esportazioni legata all’indebolimento dell’euro.

Tutti elementi che, insieme alla nuova flessibilità Ue, potranno giocare a favore del governo. Quindi, tutto a posto? Non proprio, visto che secondo la Corte dei Conti la legge di stabilità presenta ombre non marginali. La prima riguarda l’operazione di razionalizzazione ed efficientamento della spesa pubblica, in pratica la spending review.

L’effettiva realizzazione di risparmi consistenti appare, a giudizio della Corte, “un traguardo molto difficile” perché le categorie di spesa “realisticamente aggredibili” sono limitate e poi perché quelle stesse categorie sono già state oggetto di “ripetuti interventi di contenimento negli ultimi anni”.

A ciò si aggiunge anche “il timore che da tagli ripetuti di risorse derivino peggioramenti nella qualità dei servizi o aumenti delle imposte destinate al loro finanziamento, con un conseguente peggioramento delle aspettative di famiglie e imprese“.

Infine, “non può non destare preoccupazione il continuo rinvio al futuro di ulteriori tagli di spesa al momento sostituiti da clausole di salvaguardia. Gli importi sono di tutto rilievo: raggiungono i 16 miliardi nel 2016, per oltrepassare i 23 miliardi nel 2017. E ciò senza contare che le disposizioni introdotte con la legge di stabilità prevedono un aumento dei “tagli” alla spesa di ulteriori 3 miliardi a partire dal 2016“.

IL TESTO COMPLETO DELLA RELAZIONE

(Fonte: Comuni.it)

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