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Conti di Napoli, scoppia la polemica

Scoppia la polemica a Napoli sui dati del bilancio del comune, dopo che nell’analisi proposta sul Sole 24 Ore di ieri il capoluogo campano è finito in cima alla classifica delle città con il più alto squilibrio di parte corrente (le spese correnti superano di 194,7 milioni le entrate stabili, una somma che vale il 12,3% del bilancio). Ad accendere le polveri è stato Riccardo Realfonzo, docente di macroeconomia e assessore al bilancio a Palazzo San Giacomo nel 2009, che ha parlato di «rischio bancarotta del comune», e ha accusato «chi non vuol capire che le politiche del consenso pseudoclientelari non si sposano con le esigenze di bilancio e il diritto dei cittadini a ottenere servizi pubblici dignitosi». L’attacco di Realfonzo ha provocato la reazione dell’attuale assessore alle Risorse strategiche del comune, Michele Saggese, che se l’è presa però con i numeri pubblicati sul Sole 24 Ore. «Dati incredibilmente errati ? ha fatto sapere l’assessore tramite comunicato stampa ?, perché lo squilibrio di parte corrente è di 62,5 milioni (invece dei 194,7, ndr), ed è finanziato dall’avanzo di amministrazione. I revisori ? ha aggiunto ? ha soltanto registrato una lentezza nella riscossione». I numeri pubblicati sul Sole 24 Ore di ieri, però, sono tratti dal preventivo 2010 del comune e dal parere reso dal collegio dei revisori (da cui è tratto anche il dato sui 222,6 milioni di entrate previste da alienazioni immobiliari). I revisori nel documento hanno parlato di «notevole peggioramento» del saldo si parte corrente (riportando un valore analogo a quello pubblicato ieri), e hanno sottolineato il rischio di «conseguenze irreparabili per l’ente».

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