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Con la Tasi è rischio stangata. Scelta Civica minaccia la crisi “Votiamo no anche alla fiducia”

Tutt’altro che chiuso, il capitolo delle tasse sulla casa. Scelta Civica minaccia la crisi di governo. I sindaci chiedono altri soldi per compensare il gettito della ex Imu. Mentre le prime simulazioni – dopo la decisione del governo di concedere ai Comuni un’addizionale mobile rivelano che con la Tasi moltissimi proprietari rischiano di pagare più della vecchia imposta.

Per finire, il pasticcio della mini-Imu. Sin da ora, si può dire che il 24 gennaio emergerà un ammanco di 40 milioni rispetto a quanto contabilizzato dal governo (440 milioni). E questo perché il conto sarà sotto i 12 euro per 2,8 milioni di proprietari e dunque, per legge, non dovuto (il calcolo è dell’ufficio studi della Uil).

Il governo ha dunque deciso di far saltare i tetti alle aliquote della nuova Tasi, concedendo ai sindaci la possibilità di alzarle (tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille) e di incassare un extra-gettito da spendere – obbligatoriamente – per aumentare in modo selettivo le detrazioni (a famiglie in difficoltà, povere e numerose).

L’emendamento non è stato scritto, ma lo sarà entro la prossima settimana, quando verrà depositato in commissione Bilancio del Senato, dove approderà il decreto sugli enti locali. Scelta Civica-i cui numeri pesano a Palazzo Madama – ha già manifestato il suo dissenso. «L’emendamento va ritirato», ha chiesto ieri il segretario del partito, Stefania Giannini. «Se finisce in un provvedimento su cui si pone la fiducia, noi voteremo contro». Il governo «non è nella condizione di ripensarci», le risponde dopo qualche ora il ministro Delrio. Semmai «spero che siano gli amici di Scelta Civica a ripensarci, li convinceremo con i numeri». In mattinata, Delrio ha incontrato il presidente dell’Anci Fassino che gli ha espresso «allarme e preoccupazione» per il fatto che anche con le aliquote Tasi maggiorate «in nessun modo trova soluzione il minor gettito che deriva ai Comuni dall’adozione del nuovo tributo». La Cgia di Mestre – come dimostrano le tabelle in pagina – calcola che pur alzando al 3,3 per mille (da un massimo di 2,5) l’aliquota Tasi sulle prime case e concedendo una detrazione media di 100 euro, in molti casi vi sarà un aggravio rispetto all’Imu del 2012, soprattutto in famiglie con prole e per le abitazioni di tipo economico. E questo perché con l’Imu le detrazioni erano più ampie (200 euro di base, più 50 per ogni figlio). In realtà, l’importo delle nuove detrazioni non si conosce.

Saranno i sindaci a stabilirne entità e destinatari. Ma è chiaro che tutti coloro esclusi dai bonus e con rendite catastali basse (case di periferia nelle grandi città e piccoli Comuni) verseranno più dell’Imu. La mazzata arriverà anche per i capannoni industriali, sempre secondo la Cgia, fino a 769 euro in più.

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