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Comuni a corto di finanziamenti

Integrazione sul territorio, sostegno psicologico, aiuto a inserirsi nel mondo del lavoro. Sono i pilastri del sistema italiano di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Una rete di enti locali finanziata dallo Stato che nel Centro-Nord ha accolto 1.137 persone nel 2009 (una quota pari al 14,5% del totale italiano). In tutto nell’area sono stati finanziati interventi per 5,1 milioni di euro (nel biennio 2009-2010). Fondi che però non sono sufficienti a garantire l’accoglienza per tutti. «C’è sempre molta differenza tra i posti che vengono finanziati dal fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (23,3 milioni di euro in Italia per la programmazione in atto) e le persone che effettivamente ne dovrebbero beneficiare, così ci dobbiamo arrampicare sugli specchi e supplire con risorse locali», spiega Antonio Maura, responsabile del progetto Sprar bolognese. Basti pensare che i posti finanziati nella città emiliana sono stati 40, ma alla fine sono state accolte 74 persone. E in ogni caso molte rimangono ancora fuori, basta dare un’occhiata alle cifre sui permessi di soggiorno per rendersi conto che le persone inserite nella rete Sprar sono solo il 16,3% di quelle che hanno ottenuto protezione per motivi umanitari e di asilo. «I fondi sono insufficienti dunque si cerca di tutelare solo i casi più a rischio” riferiscono dallo stesso Sprar. Un problema che si verifica ovunque nel Centro-Nord (così come nel resto d’Italia). Secondo i dati del servizio centrale del sistema italiano di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, nel territorio emiliano-romagnolo sono stati finanziati in tutto 255 posti e accolte 427 persone. In regione si tratta di nove progetti, realizzati oltre che nel territorio bolognese, in quello di Rimini, Forlì, Ravenna, Modena, Reggio-Emilia, Parma e Fidenza per un totale di 2,1 milioni di euro. «L’auspicio è che nella prossima programmazione (2011-2013) si presentino tutti i progetti, vengano rifinanziati e si aggiunga anche il territorio di Piacenza», spiegano dall’assessorato regionale emiliano alle politiche sociali e per l’immigrazione. Le Marche seguono l’Emilia-Romagna nella graduatoria che vede più persone accolte (294) rispetto ai posti finanziati (173 con un contributo di 1,8 milioni), su un totale di otto progetti attivi. Così come otto sono i progetti in Toscana attivi sui territori di Arezzo, Borgo San Lorenzo, Firenze, Rosignano Marittimo, Lucca, Pisa, Pontedera e Prato. Nel Granducato sono state ospitate 91 persone in più rispetto ai posti finanziati (1,7 milioni) «La filosofia dello Sprar è di incrementare nuovi progetti della rete più che ampliare i posti ? spiega Pippo Bisignano, responsabile del progetto di Firenze ? e sono somali, eritrei etiopi, curdi le nazionalità che accogliamo in misura maggiore». In Umbria infine sono stati finanziati 78 posti (con 696mila euro) ma il sostegno degli enti locali e delle associazioni che ruotano attorno al sociale hanno reso possibile l’accoglienza di 129 persone tra i quattro progetti di Perugia, Todi, Terni e Narni. Infine, venerdì scorso sono stati presentati i progetti per il prossimo piano di finanziamenti che da biennale è diventato triennale e gli enti locali sono preoccupati di non riuscire a mantenere i servizi.

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