Questo articolo è stato letto 0 volte

Clima: Legambiente, Italia rischia spreco 2,2 mld per Kyoto

L’Italia rischia di sperperare 2,2 miliardi di Euro per l’acquisto di crediti esteri di anidride carbonica tra il 2008 e il 2012. E’ questo quanto emerge dal nuovo rapporto della ONG londinese Sandbag, lanciato il 14 dicembre scorso da Legambiente in Italia che ”conferma la necessita’ di una forte svolta delle politiche climatiche ed energetiche italiane”.
Per ottemperare agli obblighi sottoscritti con il protocollo di Kyoto serviranno, secondo il rapporto, 1,7 miliardi di euro di denaro pubblico per acquistare crediti nei Paesi in via di sviluppo, in particolare in Cina. Le imprese italiane soggette all’Emission Trading si troveranno inoltre a spendere 500 milioni di euro per trasferire le proprie riduzioni di emissioni all’estero, invece di investire nell’innovazione e nella competitivita’ del sistema industriale nazionale.
”Ancora una volta il governo italiano sta giocando una partita al ribasso invece di investire nel futuro del paese – dichiara Legambiente in una nota -. Una scelta miope che rischia di premiare solo le imprese meno innovative. Mentre il governo italiano avrebbe bisogno di spendere 1,7 miliardi Euro di denaro pubblico per rientrare nei parametri di Kyoto, 2.5 miliardi di euro di permessi sono stati distribuiti gratuitamente generando guadagni spropositati a favore di compagnie quali il Gruppo Riva, Edipower ed Italcementi”.
Secondo Legambiente serve dunque invertire da subito la rotta e avviare un processo di decarbonizzazione delle infrastrutture energetiche, ”se si vuole evitare di sperperare ulteriori miliardi di euro nell’acquisto di crediti esteri tra il 2013 e il 2020 nella nuova fase dell’Emission Trading europeo”.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>