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Città metropolitane, grande opportunità per il Paese

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“Nelle quindici città metropolitane si concentra il 34,7% del Pil italiano, vivono oltre 20 milioni di cittadini e si produce il 75% dell’innovazione e della creatività italiana. È ovvio che la riforma Delrio rappresenti una delle grandi opportunità di sviluppo per il Paese”. Lo ha detto il sindaco di Venezia e delegato Anci alle città metropolitane, Giorgio Orsoni, presentando il documento-appello Anci con il quale l’associazione chiede una “rapida e urgente” approvazione del d.d.l. Delrio in lettura al Senato.

Il documento è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa in Anci alla quale, oltre ai sindaci, hanno partecipato rappresentanti delle imprese, dei sindacati e delle associazioni di categoria del mondo produttivo.
“Si tratta di una sfida che non riguarda solo noi – ha detto il sindaco Orsoni – ma interessa tutta la nazione. Per questo rivolgiamo tutti insieme a governo e Parlamento un appello per approvare il disegno di legge entro dicembre”.
Nel corso della presentazione alla stampa, Orsoni ha poi elencato alcuni numeri a sostegno della necessità di dare operatività alla riforma “istituita dal 2001 – ha rimarcato – ma sostanzialmente ferma da venti anni”.

Dall’occupazione“concentrata per circa il 39% nelle grandi città”, alle attività di terziario “presenti nelle città metropolitane per oltre il 50% degli addetti”. Orsoni ha poi ricordato come “oltre 12 milioni di immobili a destinazione residenziale è ubicato nei grandi centri, il che equivale al 36% del totale presente in Italia”. Insomma, l’approvazione della riforma non è più rinviabile perché è su questa che “si gioca la pianificazione strategica metropolitana che, se ben attuata, potrà favorire l’integrazione di politiche e servizi nell’ottica di una programmazione a lungo termine”.

Alla conferenza stampa ha preso parte anche il diretto interessato alla riforma, il Ministro per gli affari regionali Graziano Delrio“Penso – ha detto – che con l’istituzione delle città metropolitane si possano dematerializzare tutti gli atti burocratici nel giro di 12 mesi. Questo – ha spiegato il Ministro – significherebbe semplificare la vita alle famiglie e alle imprese. È una grande sfida culturale, più che politica. È una riforma di cui si parla da troppo tempo – ha concluso Delrio – ed è certamente migliorabile. Occorre però partire per non restare legati solo agli annunci e per andare verso una riforma che sia cooperativa anziché competitiva”.

Sempre del non rinviabile processo di riforma ha parlato, infine, il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, secondo il quale “è arrivato il momento di dare alle grandi città delle solide basi organizzative e amministrative. Negli ultimi anni – ha ricordato Buzzetti – le nostre metropoli sono letteralmente esplose da un punto di vista demografico e di territorio. Una vera riforma che semplifichi ed efficienti le loro funzioni è nelle cose. Tuttavia vanno bene dieci enti, mentre diciamo un secco no ad un proliferare di queste fino a 20″.

Infine il vicepresidente di Confindustria Gaetano Maccaferri secondo il quale “una semplificaizone amministrativa e burocratica è un fattore ineludibile per le imprese. Il tema però – ha sottolineato – non è solo delle imprese, ma dell’intero Paese”. Bene la riforma, dunque, per Confindustria anche se “rispetto all’impostazione originaria, il passaggio parlamentare ha peggiorato il testo. Speriamo si torni all’impostazioazione originaria, senza il proliferare di nuove città metropolitane e con il no definitivo alle Province”.

Presentato il Pon “Città metropolitane”, il progetto sperimentale per favorire i processi di coordinamento delle grandi aree urbane
Sempre ieri i ministri Delrio e Trigilia hanno incontrato i sindaci e amministratori delle città metropolitane (tra i quali Giorgio Orsoni di Venezia, Enzo Bianco di Catania, Virginio Merola di Bologna, Massimo Zedda di Cagliari, Marco Doria di Genova, Luigi de Magistris di Napoli, Leoluca Orlando di Palermo), e hanno illustrato le linee essenziali delProgramma operativo nazionale (PON) “Città metropolitane”, il progetto inserito nella nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020, che  si colloca nel contesto dell’Agenda urbana europea per le politiche di coesione e si pone l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle grandi città attraverso la realizzazione di pochi progetti che perseguano comuni risultati attesi.
leggi il comunicato stampa del Ministero per la coesione territoriale

L’Anci, si legge in una nota, ha apprezzato l’impostazione che hanno voluto attuare, i sindaci però, al contempo, mettono in guardia il Governo: “Servono maggiore concertazione con le città e risorse più adeguate”.

I sindaci delle città metropolitane hanno avvertito senza mezze misure che “è assolutamente da scongiurare – come afferma Bianco – il possibile conflitto che si innesterebbe tra comuni e regioni riguardo la disponibilità dei fondi Pon e l’ovvia necessità di poter usufruire anche dei fondi regionali, i cosiddetti Por”. Da qui la richiesta di maggiore concertazione, anche perché “da questo punto di vista – fa notare Merola – l’aver redatto le linee di indirizzo del Pon città metropolitane senza coinvolgere le città, ma solo le Regioni, rappresenta decisamente un passo falso in partenza e tradisce il principio di sussidiarietà”.

“Questo documento – gli fa eco Orsoni – dovevamo scriverlo insieme, senza che venisse preventivamente predisposto con le Regioni. Rivendichiamo reciprocità di condivisione e pari dignità nel rapporto con le Regioni, altrimenti la linea europea che individua nelle città il motore dello sviluppo sarà perseguita dall’Italia in modo fallace e aberrante”. Per queste ragioni i sindaci auspicano in coro “la convocazione di una Conferenza unificata e del Comitato interministeriale per le politiche urbane su questo tema, un tavolo al quale siedano con pari dignità il Governo, le Regioni e i Comuni”.

Entrando nel merito del Pon, che prevede come principali assi di intervento l’innovazione e l’inclusione sociale in tutte le loro declinazioni (dalle smart cities al trasporto pubblico locale, fino alla riqualificazione dei quartieri degradati e al sostegno per le famiglie in difficoltà), è ancora Bianco a far notare: “La quantità di risorse attualmente a disposizione, fino a 40 milioni per le città del centro nord e fino a 100 milioni per quelle del centro sud, rappresenta una misura davvero minimale rispetto alle necessità di intervento per il periodo 2014-2020″.

Inoltre, fanno notare i sindaci in coro, “la sproporzione di stanziamenti tra le città del Centro Nord e quelle del Centro Sud si basa su un assunto non realistico, ovvero che le necessità di inclusione sociale siano presenti solo nel Mezzogiorno: per questo sarebbe necessario riequilibrare i criteri di ripartizione, tenendo nella dovuta considerazione anche gli speculari problemi presenti al nord”.

Infine de Magistris riassume l’appello di tutti i sindaci: “Ci sia una parola chiara sul fatto che saranno le città metropolitane a essere responsabili della gestione delle risorse, per evitare che ci si ritrovi ancora nella pastoia burocratica delle sovrapposizioni tra comuni e regioni”

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