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Cammarata: “Serve un federalismo vero con una effettiva devoluzione di competenze e responsabilità”

“Il federalismo farà risparmiare solamente se sarà un federalismo vero, con un’ampia ed effettiva devoluzione di competenze dallo Stato centrale alle Regioni e con una vera attribuzione di autonomia e responsabilità impositiva”.
Parole del sindaco di Palermo e Presidente di Anci Sicilia, Diego Cammarata che spiega: “lo Stato dovrebbe occuparsi della raccolta fiscale necessaria a sostenere le competenze residue che rimarranno a livello nazionale, mentre le istituzioni locali dovranno farsi carico del finanziamento delle materie sotto il loro controllo”. Per il sindaco dunque “solo rendendo evidente il rapporto tra tasse e servizi, tra soldi spesi ed effetti della spesa, gli amministratori possono essere effettivamente responsabilizzati e soggetti alla verifica dei rispettivi elettori. Occorre, quindi, che ogni taglio alle spese locali si traduca in un risparmio fiscale per i contribuenti e che la maggiore capacità fiscale di un territorio non aumenti, in automatico, la capacità di spesa di una amministrazione”.
E a proposito del patto di stabilità Cammarata aggiunge: “da quest’anno il patto diventerà più flessibile, i vincoli contabili saranno definiti con riferimento al saldo finanziario, espresso in termini di cassa e competenza, e calcolato su base triennale. Gli enti locali avranno la possibilità di sforare gli obiettivi programmatici, a condizione che lo scostamento venga recuperato entro tre anni”. Secondo il primo cittadino di Palermo “la nuova normativa prevede poi tutta una serie di vincoli atti a congelare la spesa degli enti locali: misure come riduzione dei compensi per gli apparati politici e amministrativi, taglio dei rimborsi spesa e degli esborsi per le consulenze, divieto di cumulo delle indennità per i politici con doppio incarico, divieto di trasferimenti in favore delle società con bilanci in rosso, blocco delle assunzioni per i comuni nei quali il monte degli stipendi per gli impiegati supera il 40% della spesa corrente, divieto di costituire società partecipate per i Comuni inferiori a 30 mila abitanti”.
Il Presidente di Anci Sicilia parla del nuovo Patto come “un mix di tagli e vincoli con relative sanzioni che hanno l’obiettivo di ridurre i costi all’interno degli enti locali. I tagli però, appaiono orizzontali e non sembrano bilanciati da un altrettanto robusto apparato di premialità che spinga gli enti ad affiancare all’abbattimento delle spese correnti un’adeguata politica di investimenti per il futuro. Al di là delle valutazioni – conclude Cammarata – il dato di fatto è che i comuni non potranno tergiversare oltre e dovranno immediatamente rimboccarsi le maniche per cominciare a ridurre i costi dei propri apparati”.

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